Storia del Teatro d’Ombre: dalla nascita ai giorni d’oggi

teatro ombre

C’erano una volta delle marionette che si muovono dietro ad un telo di stoffa retroilluminato…ebbenì sì, la storia del Teatro d’Ombre sembra quasi una favola, complice a renderla tale la sua origine antichissima.

Cina e Indonesia

La storia narra che nel 140 – 85 a.C. l’amata concubina dell’imperatore cinese Wudi morì. L’uomo sprofondò in una tristezza immensa sicché i suoi servi decisero di far scolpire una riproduzione della donna defunta nel legno e di proiettarla dietro un tendone.
L’imperatore credette che quell’ombra fosse lo spirito della sua amata è ciò lo aiutò a lenire le sua sofferenza.

Da questo semplice aneddoto nasce così questa forma di teatro che ha in sé un qualcosa di magico, affascinante e unico!

Il teatro delle ombre cinesi spesso narra storie basate su leggende popolari del passato. I burattini manovrati con la bacchette creano figure e illusioni di immagini in movimento alle spalle di un telo di stoffa illuminato da dietro.
L’accomapagnamento di canti e musiche rende questa forma di teatro molto suggestiva.
Molti artisti anziani del teatro delle ombre padroneggiano tecniche come il canto improvvisato e il falsetto, la manipolazione simultanea di diversi burattini e la capacità di suonare gli strumenti musicale. Ciò li rende degli artisti unici nel loro genere.

Anche in Indonesia i giochi di ombre sono parte integrante della cultura tradizionale. Le commedie sono tratte da poemi epici religiosi in cui spesso c’è una lotta tra il bene e il male.

Grecia

In Grecia invece il protagonista del teatro delle ombre era Karagiozis.
Chi è Karagiozis?
Un povero greco gobbo con vestiti laceri e rattoppati che cammina sempre a piedi nudi. Vive con la moglie Aglaia e tre figli durante l’Impero Ottomano.
Le sue avventure ruotano attorno ai divertenti e maliziosi stratagemmi che gli tocca inventare ogni volta per procurare il denaro necessario alla sua famiglia.

Nel linguaggio quotidiano greco Karagiozis viene anche utilizzato come insulto per le sue connotazioni maliziose e talvolta violente. In realtà si tratta di un personaggio fedele e di buon cuore, difeso a spada tratta da tutti i burattinai.

Negli anni ’80, la televisione greca ha trasmesso settimanalmente degli episodi su Karagiozis. Questi spettacoli avevano temi più moderni ed educativi e lo vedevano interprete di alcuni miti della mitologia greca.

Ci sono stati addirittura diversi tentativi recenti di realizzare incarnazioni di Karagiozis nei fumetti. Dagli anni 2000, Karagiozis ha perso la sua popolarità come ovvia conseguenza della diminuzione dei burattinai, ma rimane una figura folcloristica significativa e ben nota.

Oggi si esibisce principalmente in feste o festival popolari e sulla televisione greca nazionale.

Non possiamo che nutrire una spasmodica simpatia per questo personaggio 🙂

Quando il teatro d’ombre inizia a diventare una moda…

Facciamo un salto nel tempo e ci catapultiamo nel 1800 quando l’arte di tagliare le sagome di carta diventa una vera e propria moda.

Nel 1926 il burattinaio delle ombre tedesco Lotte Reiniger realizzò il primo lungometraggio animato Le avventure del principe Achmet. Un film muto in bianco e nero composto da 300.000 singole inquadrature!!!
Per riuscire ad ottenere specifici movimenti, i personaggi erano composti fino dai 25 ai 50 pezzi tenuti assieme da fili di metallo.

Quali sono le differenze fra le marionette tradizionali e quelle contemporanee? Un pò di nozioni tecniche:

Le marionette delle ombre tradizionali sono piatte e realizzate in pelle. Le aree all’interno del burattino vengono perforate con coltelli affilati. Queste aree suggeriscono le caratteristiche del viso e aiutano a definire l’abbigliamento. Le marionette sono costituite da pezzi separati e unite insieme con filo o corda. Vengono movimentate da lunghe aste e spostate dietro uno schermo bianco traslucido di carta o stoffa.

 

Le marionette delle ombre contemporanee possono essere realizzate combinando una varietà di materiali tra cui carta, plastica, legno, filtri colorati per l’illuminazione teatrale, stoffa, piume, piante essiccate o oggetti trovati che vanno dalle sciarpe di seta agli utensili da cucina. Inoltre i  burattinai contemporanei utilizzano spesso effetti di luce specifici come adempio: lavagne luminose, luce riflessa, film proiettati, lampade frontali e luci portatili.

Sono numerosi i workshop e i corsi di Teatro d’Ombre, a Torino ad esempio molto famosa è Controluce, gruppo teatrale che dirige ogni anno il Festival Incanti, la Rassegna teatrale di teatro di figura. Per partecipare basta inviare il materiale direttamente dal sito, solitamente tra Novembre e Gennaio.

Per concludere, se non avete mai esistito a questo genere di spettacolo vi consiglio di farlo, rimarrete sicuramente stupiti dalla magica atmosfera nella quale vi troverete immersi!


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Sara

Ci sono luoghi magici, luoghi nella quale ti senti bene, luoghi che ti rendono felice, emozionandoti e facendoti sentire vivo. Per me quel luogo è il Teatro

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