Monologo comico sulla paura di Virginia Raffaele

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Ero di là dietro le quinte, ovviamente per un attore, per un comico, l’attimo prima di entrare è la fine. Partono le paranoie: “Ma se esco e non ridono?” ” Se esco e ridono troppo?” Fa la buffona… è brutto no? Meglio se non ridono pensi. Meglio se sorridono, più di testa che di pancia…Voglio fare l’intellettuale, i giochi di parole…

Meglio che torno a casa. Io torno a casa. Se non trovo le chiavi? Se non trovo parcheggio?

Paure.

Io mi identifico in tutte le paure da sempre è più forte di me ve lo giuro.
La paura del buio. La paura dei ladri, dei parenti dei traslochi.
La paura che la conserva di nonna abbia il botulino. La paura che una ruota scoppi all’improvviso sul motorino. La paura che l’ascensore non solo si fermi, ma precipiti e precipiti giù fino al centro della terra.
La paura di finire in un errore giudiziario e urlare: “Sono innocente!” E loro: “Dicono tutti così”.

La paura che una mattina mi sveglio e sono qualunquista, peggio, vegana.
La paura quando sono in fila alla cassa del supermercato di essermi dimenticata di qualcosa di importantissimo e sempre alla cassa la paura che la carta non funzioni.
Io dò la carta al cassiere. Il cassiere lo mette nel Pos, intorno a noi tutto si ferma.
La signora anziana col carrello.
Il bambino di 8 anni.
Il salumiere da lontano che affetta.
Tutto intorno a noi si ferma.
Tempi lunghissimi, la carta passa molto lentamente nell’apparecchio e poi feroce ecco, inesorabile: TRANSAZIONE NEGATA!
“No, ma credo che sia la linea” Dicono tutti così.

La paura delle pubblicità che ti danno del tu, dei call center che se devi comprare una cosa ti riprendono subito, ma poi se tu con quella cosa c’hai problemi devi morì!
La paura delle telefonate senza numero. Di non dormire, di non svegliarmi in tempo.
La paura della polizia, quando non c’è perché non c’è e quando c’è perchè c’è.

La paura di aver mangiato troppo o di non aver mangiato abbastanza.
La paura di non essere all’altezza, di non rendere:
“Dai che ce la fai”
“Non ce la faccio”
“Dai”
“Non ce la faccio”

La paura che esci con uno e lui ci prova, oppure che non ci prova…macchè ci devo provà io?

La paura di un vuoto di memoria. La paura di non aver letto abbastanza. L’hai letto l’ultimo libro di…No non l’ho letto. La paura e il fastidio di non averlo letto purtroppo.

La paura dei vicini quando litigano fortissimo, oppure peggio subito dopo quando c’è silenzio.
La paura di quelli che ti dicono: “Oh poi mi ricordi che ti devo dire una cosa?”
“Che? Che mi devi dire? Perchè mi fai aspettare, dimmela!”

La paura che mi fermano a 100 metri da un negozio e non trovo più lo scontrino.
“No, ma io ce l’avevo”
“Dicono tutti così”

La paura che poi se ne accorgono: di cosa? Non lo so, ma tanto se ne accorgono. Sempre.
La paura di avere paura.
La paura di recitare senza maschera.

La paura è un’emozione primaria che hanno sia gli uomini che gli animali.
E’ un’emozione che ci prepara a una situazione di emergenza che si può tradurre nella lotta o nella fuga.
La paura andrebbe vissuta di fronte a pericoli reali, perchè ci logora e ci divora.
Invece noi abbiamo duecentomila paure. Il punto è proprio questo: che ci sono paure piccole e paure grandi, paure reali e paure immaginarie.
Ieri era la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, era una giornata contro la paura.Ora, in un paese devastato dalla crisi economica, dalla permanente instabilità politica, deve fronteggiare terremoti, affrontare il dramma del lavoro, resistere a Equitalia, ancora si ha la testa e si ha lo spirito e si trovano le energie per avere paura di chi vuole amarsi semplicemente come gli pare.
E’ mai possibile? Forse fra tutte le paure questa è la più stupida. No?
Dicono tutti così.

 

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Sara

Ci sono luoghi magici, luoghi nella quale ti senti bene, luoghi che ti rendono felice, emozionandoti e facendoti sentire vivo. Per me quel luogo è il Teatro

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