La tragedia e le Grandi Dionisie: impariamo dai Greci il vero valore del teatro

Si chiamavano le Grandi Dionisie.
Appuntamento fisso in Primavera con l’arrivo della bella stagione.
Quindici giorni di spettacoli teatrali: tragedie e commedie che si alternavano senza sosta. Una giuria pronta a proclamare il vincitore.
Questo era il Festival teatrale in onore di Dioniso.

Grazie alla buona navigabilità dell’Egeo, Atene in questo periodo si popolava di stranieri trasformandosi in una città viva e cosmopolita.
Ed è proprio in questo clima che le rappresentazioni teatrali non facevano altro che rendere l’atmosfera ancora più frizzante!

L’obbiettivo delle Grandi Dionisie era molto di più che puro intrattenimento…

Catarsi e purificazione dell’anima

Avete già sentito parlare del concetto di “catarsi“?
Cercherò di spiegarvelo in maniera semplice.
La “catarsi” per gli antichi Greci era il processo di purificazione dell’anima e ciò avveniva attraverso la rappresentazione della tragedia.

Infatti se vi capiterà di leggere qualche testo di Euripide, Eschilo o Sofocle vi  troverete di fronte a storie intricate con continui e inaspettati colpi di scena.

L’eroe della tragedia greca è sempre afflitto da immani dilemmi, sensi di colpa, ostacoli da superare, situazioni al limite dell’assurdo. Agisce d’impulso e spesso paga amaramente i suoi errori.

Prendiamo ad esempio Medea che uccide i figli per vendicarsi del marito; o Edipo, che inconsapevolmente sposa la madre!

A proposito di Edipo: penso che sia uno dei personaggi più sfortunati della tragedia greca, non si può altro che provare un profondo senso di tenerezza e compassione per lui!
Gliene succedono di tutti i colori e quando pensi che non possa più accadere nulla di peggio…trac!

Nel 1967 Pasolini scrisse e diresse anche un film: Edipo Re che venne presentato alla 25° Mostra internazionale cinematografica di Venezia.

Quindi come potete vedere, nella tragedia greca non si scherza!

E il pubblico di fronte a tutto ciò come reagiva?
Purificandosi. Attraverso l’immedesimazione lo spettatore si liberava dei propri conflitti interiori e dei propri traumi.

Per gli antichi Greci il teatro era uno strumento terapeutico dell’anima molto potente e riconosciuto a livello sociale.
Le Grandi Dionisie come anche le Lenee, e le Dionisie Rurali erano eventi che coinvolgevano tutti i cittadini.
Basti pensare che durante le Dionisie qualsiasi attività si fermava, persino quelle legali e i carcerati venivano rilasciati per partecipare alle feste!

Difficile riuscire ad immaginare un evento così grandioso.

Curiosità sull’attore nella tragedia greca

Anche l’attore aveva un ruolo importante e riconosciuto. Veniva retribuito dallo stato e poteva ottenere riconoscimenti tra i quali quello di ambasciatore.

Ecco a voi tre curiosità sull’attore nella tragedia greca:

  1. – Gli attori erano solo uomini ed interpretavano entrambi i ruoli femminili e maschili.
  2. – Per ogni rappresentazione vi erano al massimo tre, quattro attori che interpretavano a turno più personaggi.
  3. – Gli attori indossavano la maschera che aveva un ruolo fondamentale sicché anche in lontananza rendevano il personaggio ben distinguibile al pubblico.
    Immaginate ad esempio il Teatro di Dioniso che ha una capienza di 17.000 persone…17.000!!! Per gli ultimi della fila non era semplice!

    tragedia greca

    Per questo le maschere avevano dimensioni esagerate e ricoprivano non solo il volto, ma anche in parte la testa lasciando libere le aperture per gli occhi e la bocca. Ci sono anche ricercatori che sostengono che la maschera fungesse da cassa di risonanza per la voce per riuscire a farsi sentire da tutti, anche se l’acustica degli anfiteatri Greci era formidabile.

    Se vi capita di passare nelle vicinanze di Atene e di visitare il teatro di Epidauro andate sul palco e fate un bell’urlo… vi renderete immediatamente conto di cosa intendo 😉

I greci ci hanno insegnato che il teatro ha un’importanza sociale che non dovrebbe essere sottovalutata.

Il teatro ora sta soffrendo. Troppo. Come non mai.
Non appena questa pandemia terminerà, (incrociamo le dita affinché ciò avvenga il prima possibile), mi raccomando andate a Teatro…

La cultura ha bisogno del nostro supporto tanto quanto noi necessitiamo di essa…. come gli antichi Greci insegnano 🙂


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Sara

Ci sono luoghi magici, luoghi nella quale ti senti bene, luoghi che ti rendono felice, emozionandoti e facendoti sentire vivo. Per me quel luogo è il Teatro

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