Monologo di Mary tratto da “Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’ Neill

MARY: (vagamente) Sì, mi conosce. (Si siede a destra del tavolo. In tono calmo, distaccato, aggiunge) Ne ho bisogno, perché non c’è nient’altro che possa calmarmi il dolore alle mani. (Solleva le mani e le guarda con melanconica simpatia. Ora non le tremano)Povere mani! Non lo crederesti, ma una volta erano una delle mie bellezze, Continue Reading