Donna
37 anni
Percorso di vita: studio, lavoro, fidanzato, famiglia, amici.
Luogo: Torino

Esperienza all’estero più lunghe di due settimane: zero
Ansia: 80%
Autostima: 50%
Incoscienza: 100%

Un breve riassunto, di com’ero due mesi fa mentre firmavo la lettera che mi dichiarava “libera”.  Le dimissioni.
Il capo sembrava infastidito, le colleghe sbalordite; sguardi increduli.
Forse credevano che fossi la classica chiacchierona che si lamenta, ma alla fine accetta la propria condiziona con rassegnazione e responsabilità.
D’altronde come avevo sempre fatto fino a quel momento.

La mano ha continuato a tremarmi per tutta la sera, anche il giorno dopo, la firma con la peggior calligrafia della mia vita.
Da tre mesi mi ero presa un coniglietto nano. Mackanzie.
Il primo animale domestico.
Ho pensato: “Ho un coniglietto nano della quale devo prendermi cura, non posso mollare tutto e partire”

La nostra mente ci fa degli scherzi assurdi.
Ci mettiamo i paletti da soli.
Sabotiamo i nostri desideri con mirata destrezza.

Perchè rischiare di essere felici?

I giorni dopo le dimissioni sono stati come un temporale a ciel sereno. Il primo passo ti toglie da dove sei.
Mi addormentavo chiedendomi se avessi fatto una cazzata, ma giorno dopo giorno ero sempre più convinta di aver preso la decisione giusta. Stavo prendendo in mano le redini della mia vita, per la prima volta.
Stavo programmando di partire, mentre Mackanzie mi guardava con quegli occhietti dolci come per dire: “Mica mi abbandoni?”

Fregata da un coniglio nano. Chi l’avrebbe mai detto.

Vi starete chiedendo se oltre a un coniglio nano ci fosse anche un uomo? Certo che c’era. Nella mia vita c’è sempre stato un uomo a confermare la mia incapacità di stare da sola.
Il primo a 23 anni: 12 anni di relazione,
Il secondo tre mei dopo la rottura : altri 3 anni
L’ultimo prima di partire: qualche mese.

Quello che mi ha spezzato un pò il cuore.
Avete presente quei momenti durante la quale noi donne abbiamo davanti agli occhi i fondi di bottiglia o le fette di prosciutto?
Ecco. Strati e strati di prosciutto. Fondi di bottiglia di almeno 5 centimentri.

Ho pensato: “Non posso partire, questo ragazzo è stupendo!”

Solo ora mi rendo conta di quanto sia stata brava a sabotare la mia felicità.
Di quanto sia stata brava a farmi condizionare dalle mie paure. Guardare in faccia le proprie fragilità e accettarle serenamente è come una doccia gelida il 15 di gennaio. All’aperto. In Alaska.
Broncopolmonite assicurata.

Sono qua, che sto facendo yoga con Mackanzie che mi saltella sul culo mentre tento la posiziona del “Cobra”.
Non esco di casa da 10 giorni, se non per fare la spesa.
Poche telefonate per assicurare gli amici e la famiglia che sto bene.
Sto bene davvero?
Essere confusi e spiazzati non significa stare male. Sto solo cercando di capire quale sarà il passo successivo. La prossima mossa. La prossima follia.
L’insicurezza e il cambiamento per un ansioso sono benzina sul fuoco. Mi aspetto un attacco di panico da un momento all’altro.
Lo accetterò con tranquillità, mi sono anche procurata Xanax e Tavor nell’evenienza, ma stranamente stavolta mi risparmia.

I giorni passano e sto sempre meglio.

I pensieri e i desideri pian piano si trasformano in azioni concrete. Decido di partire. Mi faccio i conti.
Quanto tempo posso rimanere senza lavorare?
Calcolatrice alla mano, progetta, razionalizza.

Direzione nord Europa, obbiettivo imparare l’inglese.
Google ha la risposta esatta, ed ecco dove svariate ricerche il risultato migliore: Irlanda.
Per essere più precisi Galway, la perla d’Irlanda, capitale della cultura 2020. Sull’oceano. Tre ore di bus da Dublino.

Grazie Google, grazie Rayanir. La nebbia si dilegua, il nuovo passo che farò sta iniziando a prendere forma con contorni sempre più definiti.

16 Novembre 2019
h: 15.05 pm
Milano Malpensa – Dublino

Ok, prossimo step la valigia, il bagaglio a mano non basta.

 

 

2 thoughts on “L’inizio: quando non trovi il coraggio”

  1. In bocca al lupo per la tua nuova avventura! E grazie per le tue parole, possono essere d’incoraggiamento per molti. E vedrai che il tuo coraggio verrà ripagato, sia nel lavoro sia nell’amore (anche se tutti andiamo pazzi per il prosciutto 😀 ). La felicità ti raggiungerà con il vento che accarezza l’erba dei prati irlandesi, fra le onde del mare Egeo, o fra le nuvole che affollano i pensieri di noi sognatori amanti del teatro.
    E mi raccomando aspettiamo le tue recensioni degli spettacoli al teatro di Epidauro 🙂

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