aspettando-godot-pillolediteatro

VLADIMIRO: Ho forse dormito mentre gli altri soffriva-no?
Sto forse dormendo in questo momento?
Domani, quando mi sembrerà di svegliarmi, che dirò di questa giornata?
Che col mio amico Estragone, in questo luogo, fino al cader della notte, ho aspettato Godot?
Che Pozzo è passato col suo facchino e che ci ha parlato? Certamente. Ma in tutto questo quanto ci sarà di vero?
(Estragone, dopo essersi invano accanito sulle proprie scarpe, si è di nuovo assopito. Vladimiro lo guarda)

Lui non saprà niente. Parlerà dei calci che si è preso e io gli darò una carota. (Pausa).
A cavallo di una tomba e una nascita difficile. Dal fondo della fossa, il becchino maneggia pensosamente i suoi ferri. Abbiamo il tempo d’invecchiare. L’aria risuona delle nostre grida.

(Sta in ascolto)

Ma l’abitudine è una grande sordina.
(Guarda Estragone) Anche per me c’è un altro che mi sta a guardare, pensando. Dorme, non sa niente, lasciamolo dormire. (Pausa).

Non posso piú andare avanti. (Pausa). Che cosa ho detto?


Testo completo–>SamuelBeckett_AspettandoGodot

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