spettri -ibsen

Signora Alving: Sì, spettrale… Quando ho sentito le voci di Regine e di Osvald, là dentro, mi è parso come di vedere degli spettri, dei fantasmi, ma proprio di vederli veramente, davanti a me… Ah Manders, io credo che anche noi, tutti noi non siamo nient’altro che degli spettriin noi continua a circolare e a scorrere e a vivere non soltanto ciò che abbiamo ereditato dai nostri genitori, dico il sangue paterno e materno, ma anche tutti i pensieri immaginabili che sono già stati pensati, le vecchie credenze morte e sepolte, ogni specie di cose antiche e defunte a cui un tempo si è prestato fede e così via, in una catena senza fine.

Fantasmi senza vita che però si annidano nel nostro sangue, e che noi non possiamo scacciare. Basta che io prenda un giornale, e mi metta a leggere, e mi sembra di vedere degli spettri che scivolano e sgusciano fra le righe… ah, devono essere tanti, innumerevoli come i granelli di sabbia nel mare… e noi tutti viviamo nell’ombra, timorosi della luce, della chiarezza, della verità…

Testo completo—>Ibsen, Henrik – Spettri-2

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