la-locandiera-2013

Effettivamente dopo aver pubblicato il dialogo tratto da Gl’Innamorati di Goldoni, mi sembrava ovvio dover pubblicare anche il famoso monologo di Mirandolina tratto dalla Locandiera. Si tratta di un testo che conosco molto bene in quanto con la vecchia compagnia con la quale ho collaborato per diverso tempo l’ho replicato almeno una ventina di volte nel corso degli anni. Purtroppo non ho avuto la fortuna d’interpretare Mirandolina, bensì una delle due commedianti, ma nel “secondo ruolo” di suggeritrice personale di Mirandolina, posso dire di saper la parte quasi a memoria 🙂

Ecco a voi il testo originale riportato dal copione che avevo in dotazione.
(come immagine ho scelto quella di Nancy Brilli interprete di Mirandolina nel 2013)

Scena Nona

Mirandolina sola

MIRANDOLINA: Uh, che mai ha detto! L’eccellentissimo signor Marchese Arsura mi sposerebbe? Eppure se mi volesse sposare, vi sarebbe una piccola difficoltà. Io non lo vorrei.

Mi piace l’arrosto, e del fumo non so che farne. Se avessi sposato tutti quelli che han chiesto di volermi avrei, oh, avrei pure tanti mariti! Quanti arrivano alla locanda, tutti di me s’innamorano, tutti mi fanno i cascamorti; e tanti mi esibiscono di sposarmi addirittura.

E questo signor Cavaliere, rustico come un orso, mi tratta sì bruscamente? Questi è il primo forestiere capitato alla mia locanda, il quale non abbia avuto piacere di trattare con me. Non dico che tutti in un salto s’abbiano a innamorare: ma disprezzarmi così? E’ una cosa che mi muove la bile terribilmente. E’ nemico delle donne? Non le può vedere? Povero pazzo! Non avrà ancora trovato quella che sappia fare. Ma la troverà. La troverà.

E chi sa che non l’abbia già trovata? Con questi per l’appunto mi ci metto di picca. Quei che mi corrono dietro, presto presto mi annoiano. La nobiltà non fa per me. La ricchezza la stimo e non la stimo. Tutto il mio piacere consiste nel vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza e questa è la debolezza di tutte quante le donne.

A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo della mia libertà. Tratto con tutti, ma non  m’innamoro mai di nessuno. Voglio burlarmi di tante caricature d’amanti e spasimati; e voglio usar tutta l’arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri che sono nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia messo a mondo la bella madre natura.


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