Monologo dondolo-beckett

Vendo un po’ della mia ansia al migliore offerente; la svendo, la regalo, ve la tiro addosso, vi pago per prendervene un po’. Come mai nessuno ne vuole? E’ solo ansia, niente di grave. Basta non pensarci e stare tranquilli. Facile. Niente di più facile.

La verità è che convivere quotidianamente con kg e kg di ansia addosso diventa pesante, molto pesante giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

E’ come stare in bilico su una fune e non pensare al vuoto.

E’ come annusare uova marce e non sentirne il puzzo

E’ come avere la febbre a 40° e saltellare sotto la pioggia

Sei solo, immobile, concentrato sul tuo dolore.

Non ne scappi, nulla ti distrae, esiste solo quello, il panico.

Il corpo si irrigidisce, il respiro viene meno, il campo visivo si restringe. Le mani e i piedi cominciano a formicolare, la vista si annebbia.

Sai che passerà, ma ogni secondo sembra un eternità, osservi la lancetta dell’orologio e rimani stupito dalla sua lentezza.

Quanto è lungo un secondo? L’interminabile, l’indimenticabile secondo. Il secondo in cui non morirai anche se il pensiero ti ha sfiorato.

E poi passa. E non è successo niente. Hai solo addosso la stanchezza di chi ha ha scalato l’Everest e la paura che ritorni. Maledetta ansia.

Se non ce l’hai non puoi capire. Se non ce l’hai non sforzarti a dare consigli, neanche se le tue intenzioni sono buone: rischieresti solo di dire una marea di stupidaggini.

Ma soprattutto, se non ce l’hai, non giudicare chi ne soffre, ma ringrazia soltanto di non aver avuto mai avuto piacere di conoscerla.

Vuoi davvero provare cosa significa per empatia?

Te ne vendo quanta ne vuoi, te la svendo, te la regalo, te la tiro addosso, ti pago per prendertene un po’. Sicuro ancora di volerne?

4 thoughts on “Vi vendo un po’ d’ansia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *