Ogni aspirante attore o chiunque si approcci per la prima volta al mondo del teatro si ritroverà a dover lavorare su due diversi piani.
Da un lato lo studio prettamente tecnico, legato alla dizione, al potenziamento della voce e all’ortopedia, dall’altro l’aspetto più creativo di interpretazione, improvvisazione e costruzione del personaggio.

Le due materie, che inizialmente sono studiate separatamente, trovano la loro applicazione finale all’unisono durante la preparazione di un testo o di un monologo.
Nessuna è meno importante dell’altra.
Si può essere dotati di gran talento, ma se il pubblico non capisce a causa di una scorretta pronuncia o basso tono di voce ciò che l’attore dice, il messaggio non arriverà mai.
Viceversa, se si è preparati solo tecnicamente, ma il personaggio costruito non ha uno spessore emotivo, la recitazione risulterà piatta e noiosa.

Spesso dagli attori si pretende molto: che sappiano ballare, cantare, improvvisare e ovviamente recitare. In molte scuole di recitazione si studia canto, si fanno corsi di scherma, danza (tango, valzer, bachata). Non scoraggiatevi! Non si può essere bravi in tutto, basta essere pronti a tutto e sapersi mettere in gioco, buttarsi e ironizzare sulle proprie gaff.

In questa sezione DIDATTICA condividerò con voi del materiale riguardante la dizione e l’interpretazione, approfondendo principalmente il metodo Stanisvlaskiy- Stranberg.

Spero che questo materiale possa tornarvi utile, per qualsiasi domanda potete scrivermi a: pillolediteatro@gmail.com

Buona lettura e buono studio 🙂

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