Monologhi inediti

Aspettando di combinare qualcosa di buono, accendo il forno e ci metto il gelato.

La sensazione che provi quando…
Tiri la porta di casa e ti accorgi di aver dimenticato le chiavi dentro sul tavolo; tutti e due i mazzi.
Tagli i pomodori e ti schizza il sugo sulla maglietta nuova.
Cerchi gli occhiali, mentre ce li hai in testa.
Cerchi il cellulare mentre stai parlando al telefono con tua madre.
Metti il gelato in frigo anziché in congelatore.
Accendi la sigaretta al contrario.
Stiri le camicie imprecando per il malfunzionamento del ferro e dopo 20 minuti ti accorgi che la spina è staccata.
Prepari una torta, ma la dimentichi in forno.
Prepari una torta, ma non accendi il forno.
Accendi il forno, ma ci metti il gelato.
Pensi che il telecomando sia rotto quando invece mancano solo le batterie.
Rovesci il caffè sopra un libro nuovo.

Potrei continuare all’infinito…

Quella sensazione di avere perennemente la testa sulle nuvole che insegue….non sa neanche lei che cosa. Nulla ha un senso logico, tutto è confuso, in preda alle emozioni in un vortice di avvenimenti che non ti lasciano tregua.

Quella sensazione di rincoglionimento completo, quando ti senti un burattino alle prese di una vita che non ti si addice, che pretende ciò che non gli potrai mai dare, che ti chiede di essere come non sarai mai.
Allora sì che sei fiero di essere un pò rincoglionito.
Allora sì che rovesci tutto con piacere, alla faccia di coloro che ti additano con quella maniacale precisione. Un angolo di novanta gradi tra l’indice dritto e il dito medio piegato.
Bravi! Complimenti! Quanto avete ragione!

Avrei voluto fare qualcosa nella vita, cosa?
Non lo so bene, forse avevo anche un sogno, ma non lo ricordo più.
Qualcosa è andato storto? Cosa?
Non lo so, forse ad un bivio ho preso la direzione sbagliata e quando me ne sono accorto era troppo tardi per tornare indietro.

Forse avrei desiderato essere felice, ma non lo sono e allora cerco di non pensarci e divento distratto. Dimentico, rovescio, cerco ciò che già ho.

Quella stramaledetta sensazione.
“Sarò poi così stupido?”
“Chissà…”
“Probabilmente sì, no anzi, di sicuro”

La testa fra le nuvole e l’autostima sotto i piedi.
“Non servo a niente, non so fare niente, non valgo niente”
“Niente”
“Cos’è che sta risuonando nella mia mente?”
“Niente”
“Ah, ok, meglio così, pensavo fosse qualcosa di più grave”
“Cosa?”
“Qualcosa di più anomalo, pericoloso, fuori dal comune?”
“No, qualcosa di niente”

“Ah, ecco, fammi solo un piacere, tira fuori il gelato dal forno…”

 

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