Il bicchiere della staffa di Harold Pinter – monologo iniziale di NICOLAS

Nicolas è alla sua scrivania. Si sporge in avanti e parla all’interfono.

NICOLAS: Portatelo qua.

(Si riaccomoda. La porta si apre. Entra Victor, lentamente. I suoi abiti sono laceri. È contuso. La porta si richiude dietro di lui).

Salve! Buon giorno. Come va? Non vogliamo perder tempo vero? Tutto meno che questo. D’accordo? Lei è una persona civile. Anch’io. Si accomodi.

(Victor si siede, lentamente. Nicolas si alza e gli si avvicina)

Cosa crede che sia, questo? E il mio dito. E questo è il mio dito mignolo. Questo è il mio dito indice e questo è il mio dito mignolo. Io punto il mio dito indice contro i suoi occhi. Così. E adesso faccio lo stesso col mio dito mignolo. Posso anche usarli tutti e due, nel medesimo tempo… In questo modo. Posso fare assolutamente come più mi piace. Pensa che io sia matto? Mia madre lo pensava. (Ride) Pensa che puntare le dita contro gli occhi della gente sia da stupidi? Posso comprendere il suo punto di vista. Lei è dotato di una intelligenza eccezionale. Ma sarebbe dello stesso parere se, invece del mio dito, lo facessi col mio stivale – o col mio pene? Perché ho questa ossessione degli occhi? È una ossessione la mia? È possibile. Non dei miei occhi. Degli occhi degli altri. Gli occhi delle persone che mi portano qua. Sono occhi cosi vulnerabili. La loro anima si manifesta attraverso quegli occhi. Lei è religioso? Io sì. Dalla parte di chi crede che stia, Dio? Mi verserò da bere.

(Va verso un mobiletto e si versa del whisky)

Lei probabilmente si starà domandando dov’è sua moglie. E in un’altra stanza. (Beve) Bella donna. (Beve) Ahhh, proprio quel che ci voleva (Si versa dell’altro whisky) Non si preoccupi, lo reggo bene. (Beve)

Avrà notato che io sono un tipo chiacchierone. Probabilmente penserà che io sia uno di vecchio stampo, prevedibile, formale; ad esempio, che io sia quello che si perde in chiacchiere, amichevole, spensierato, quello che, per cosi dire, batte per primo, allegro, addirittura senza problemi, mentre un altro, dietro le quinte, silenzioso, introspettivo, sta in agguato, rannicchiato come un puma. No, no. Non è affatto così. Qui comando io. Dio parla per mezzo di me. A proposito, mi riferisco al Dio del Vecchio Testamento, sebbene io sia ben lontano dall’essere ebreo. Qui tutti mi rispettano. Compreso lei, vero? Penso che questo sia l’atteggiamento giusto.

(Pausa). In piedi. (Victor si alza).Seduto. (Victor si siede). Grazie mille. (Pausa).

Mi dica una cosa… (Silenzio). Che bella donna è sua moglie. Lei è un uomo proprio fortunato. Mi dica una cosa… Be’, ancora un bicchiere… … (Si versa del whisky) Lei mi rispetta, vero? (È in piedi davanti a Victor e lo guarda dall’alto. Victor solleva lo sguardo). Ho ragione di crederlo?


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