Monologo di Goldberg tratto da “IL COMPLEANNO” di Harold Pinter

GOLDBERG : Aspetta! (Allunga le braccia verso i braccioli iella sedia) Vieni qui.
(McCann si avvicina a lui molto lentamente).

Voglio il tuo parere. Guardami in bocca.

(Spalanca la bocca)

Guarda bene.

(McCann guarda).

Capisci quello che voglio dire?

(McCann scruta bene).

Lo sai che Io non ho mai perso un dente. Fin dalla nascita. Sono intatto.
(Si alza)
Ecco perché ho raggiunto la posizione che ho raggiunto, McCann. Perché sono sempre stato sano come un pesce. Per tutta la vita mi sono sempre ripetuto. Datti da rare, datti da fare, e non trasgredire mai le regole del gioco. Onora tuo padre e tua madre. Sempre. Segui i binari, segui i binari, McCann, e non puoi sbagliare. Ma che credi? Che mi sia fatto da solo? No! Ho sempre fatto ciò che mi dicevano di fare. Non ho mai perso di vista l’obiettivo.

La scuola? Non parliamone nemmeno. Sono sempre stato il primo in tutto. Perché? Te l’ho già detto, non hai capito? Riesci a seguirmi? Impara sempre tutto a memoria. Non scriverti mai niente. E non giocare col fuoco. Te ne renderai conto un giorno… che quello che dico è tutto vero. Perché io credo che il mondo…
(Assente)… perché io credo che il mondo…
(Disperato). PERCHÉ IO CREDO CHE IL MONDO…
(Perso… Si siede)

Siediti, McCann, siediti qui, così ti posso vedere in faccia.
(McCann si inginocchia di fronte al tavolo. Galdberg, con maggiore certezza e intensità)

Mio padre mi disse, Benny, Benny, mi disse, vieni qui. Stava morendo. E io mi inginocchiai. Accanto a lui, giorno e notte. Chi altro c’era? Perdona sempre, Benny, mi disse, e lascia vivere.1Sì, papà. Vai a casa, da tua moglie. Sì, papà. Guardati dagli accattoni, dai mendicanti e dai perdigiorno. Non mi ha fatto dei nomi precisi, però. La mia vita, mi disse, l’ho dedicata al prossimo, e non me ne pento. Fai il tuo dovere e rispetta sempre le regole. Ricordati di dare sempre il buongiorno ai tuoi vicini. Non dimenticarti, mai, della famiglia, perché la famiglia è la roccaforte, l’essenza, il fulcro!
Se ti dovessi trovare nei guai rivolgiti allo zio Barney, ti toglierà dalle pesti. Io mi inginocchiai.
(Si inginocchia davanti a McCann)
E giurai sulla Bibbia. E in quel momento capii qual era la parola che non avrei mai dovuto dimenticare – Rispetto! Perché, McCann – (con dolcezza) Scamus – chi c’era prima di tuo padre? Suo padre. E chi prima di lui? Prima di lui?…
(Assente-trionfante) Chi c’era prima del padre di tuo padre se non la madre del padre di tuo padre? La tua trisnonna.

(Silenzio. Si alza lentamente)

Ed è per questo che ho raggiunto la posizione che ho raggiunto, McCann. Perché sono sempre stato sano come un pesce. Questo è il mio motto: lavora sodo e lavora tosto. Non sono mai stato malato un giorno.
(Si siede) Soffiami in bocca, lo stesso.

(Pausa). Soffiami in bocca
(McCann si alza, e con le mani sulle ginocchia, si piega, e gli soffia in bocca).
Quello della staffa.
(McCann gli soffia in bocca di nuovo. Goldberg respira a fondo, sorride)

Bene!


CONSIGLIATI:
TESTO : Il compleanno – libro
TESTO : IL COMPLEANNO – pdf

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