Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello – Monologo della Signora Frola

Qual’è la verità? Vogliamo sapere tutto di tutti, quello che è realmente successo, il pettegolezzo non ci lascia dormire, è più forte di noi! Chiacchiere, curiosità insoddisfatte, misteri; attraverso quest’opera Pirandello vuole comunicarci che ci sono cose che non hanno alcuna importanza….


Signora Frola:  No, guardino! guardino! Non è, non è pazzo! Mi lascino dire! – Lo hanno veduto: è così forte di complessione; violento… Sposando, fu preso da una vera frenesia d’amore. Rischiò di distruggere, quasi, la mia figliuola, ch’era delicatina. Per consiglio dei medici e di tutti i parenti, anche dei suoi (che ora poverini non sono più) gli si dovette sottrarre la moglie di nascosto, per chiuderla in una casa di salute. E allora lui, già un po’ alterato, naturalmente, a causa di quel suo… soverchio amore, non trovandosela più in casa… – ah, signore mie, cadde in una disperazione furiosa; credette davvero che la moglie fosse morta; non volle sentir più niente; si volle vestir di nero; fece tante pazzie; e non ci fu verso di smuoverlo più da quest’idea. Tanto che, quando (dopo appena un anno) la mia figliuola già rimessa, rifiorita, gli fu ripresentata, disse di no, che non era più lei: no, no; la guardava – no, no; non era più lei. Ah, signore mie, che strazio! Le si accostava, pareva che la riconoscesse, e poi di nuovo, no, no… E per fargliela riprendere, con l’ajuto degli amici, si dovette simulare un secondo matrimonio.

Signora Sirelli:  Ah, dice dunque per questo che…?

Signora Frola:  Sì, ma non ci crede più, certo, da un pezzo, neanche lui! Ha bisogno di darlo a intendere agli altri; non può farne a meno! Per star sicuro, capiscono? Perché forse, di tanto in tanto, gli balena ancora la paura che la mogliettina gli possa essere di nuovo sottratta.

A bassa voce, sorridendo confidenzialmente:

Se la tiene chiusa a chiave per questo – tutta per sé. Ma l’adora! Sono sicura. E la mia figliuola è contenta.

Si alzerà.

Me ne scappo, perché non vorrei che tornasse subito da me, se è così eccitato.

Sospirerà dolcemente, scotendo le mani giunte.

Ci vuol pazienza! Quella poverina deve figurare di non esser lei, ma un’altra; e io… eh! io, d’esser pazza, signore mie! Ma come si fa? Purché stia tranquillo lui! Non s’incomodino, prego, so la via. Riverisco, signori, riverisco.


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