TOP 5 : i cinque monologhi femminili più letti su Pillole di Teatro

Ciao a tutti e grazie di continuare a seguire questo Blog! Il Post di oggi va a rompere un pò la routine quotidiana, dopo tre anni circa dalla nascita di Pillole di Teatro ecco a voi i cinque monologhi più visualizzati. Sono molto contenta del riscontro, perché combaciano anche con i miei preferiti 🙂

Al primo posto:

1 – Il monologo di Nina tratto dal “Gabbiano” di Checov

Un testo drammatico, ma molto forte. Ricordo ancora il lavoro che aveva fatto una mia cara amica durante un workshop sul metodo Stanislavskij. Ne uscì davvero un’ottima interpretazione, grazie anche alla sua bravura e alle indicazioni registiche dell’insegnante.

Al secondo posto:

2- Il monologo di Blanche tratto da “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams

Rimaniamo sempre sul drammatico, ma andiamo sul moderno. Ciò che mi ha colpito di questo monologo è sicuramente il finale a sorpresa, molto forte, in grado da sé di attirare e coinvolgere l’attenzione del pubblico.

Al terzo posto:

3-Il monologo di Beatrice tratto dalle “Beatrici” di Stefano Benni

Adoro Stefano Benni e adoro altrettanto questo testo, tra tutti il mio preferito, forse perché ho un debole per l’accento toscano e questo monologo oltre ad essere divertente e brillante, dà anche la possibilità di provare a lavorare utilizzando un accento che non sia il nostro, a meno che non siate toscani –  a quel punto avete tutta la mia invidia 🙂 !!!

Al quarto posto:

4- Il monologo di Alma tratto dal film “Persona” di Ingmar Bergman

Ci catapultiamo nella cinematografia degli anni 60′ con questo bellissimo film d’autore di Ingmar Bergman. Siamo in un ospedale psichiatrico, un contesto del tutto nuovo rispetto ai testi precedenti: recitazione cinematografica, introspettiva, profonda. Trovo che questo monologo sia stupendo e sono davvero contenta che sia piaciuto anche a voi.

Al quinto ed ultimo posto….

5- Il monologo della Casalinga tratto da  “ACCESSORIES” di GLORIA CALDERÒN KELLET

Concludiamo con un testo molto divertente e anche impegnativo da interpretare. Come per  “Beatrice” di Stefano Benni ci troviamo di fronte a un monologo brillante, divertente, ma anche piuttosto lungo, se decidete di presentarlo ad un provino consiglio vivamente di fare dei tagli, ma si presta molto bene invece per essere riadattato in uno spettacolo.

Si conclude qua questa prima classifica stilata in seguito all’analisi delle vostre ricerche.

Se avete qualche consiglio da darmi o qualche opinione in merito ai testi citati scrivetemi!


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