Si può sopravvivere lavorando come attore in Italia ( anche se non sei il figlio di Marchionne)?

Si può sopravvivere lavorando come attore in Italia? (Già il fatto che abbia utilizzato inconsciamente la parola “sopravvivere” e non “vivere” dice tutto).
Questo è un bel tasto dolente.
L’affermazione: “Fare l’attore è solo per ricchi“, ha un suo fondo di verità.
I corsi di recitazione sono piuttosto costosi, a meno che non si riesca ad entrare nelle Accademie dei Teatri Stabili, ma non basta.

Prendiamo ad esempio l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico di Roma, una delle più prestigiose d’Italia; anche nel caso in cui si abbia la botta di c..o di passare il provino, quanto sarebbe costoso vivere nella capitale? Va bene il lavoretto come barista o cameriere, va bene arrotondare di qua e di là, ma senza il supporto della famiglia non si va molto lontani.

E poi ci sono il book fotografico, l’Agenzia, il parrucchiere… 😉
Non è facile se non si hanno le spalle coperte e in qualsiasi caso si vive sempre sul filo del rasoio, ogni piccolo imprevisto economico ti può buttare sul lastrico.


Vogliamo parlare invece dei costi di uno spettacolo teatrale? Tra sala prove, Siae, affitto del teatro, locandine, costumi, scenografia, tecnico luci, fotografia (e sicuramente ho dimenticato qualcosa), non rimane molto per gli attori, se non capita che ci debbano pure rimettere.

E’ una vita molto difficile quella dell’aspirante attore non ricco. Però ce la può fare anche lui, certo; ce la può fare accettando sacrifici, rinunce e dedicandosi al 100% alla sua passione. Allora sì che ce la può fare. Deve solo prendere consapevolezza delle difficoltà alla quale andrà incontro e del fatto che vive in uno Stato dove il mestiere dell’attore non è riconosciuto, tantomeno tutelato.

Ho sempre lavorato e tentato di affiancare il teatro come seconda attività. Vi posso garantire che dopo otto ore di lavoro fare le prove fino a mezzanotte per una settimana di fila non è il massimo. Prendere una mattina di permesso per uno spettacolo per le scuole, tornare in ufficio e alle h.18.00 correre in teatro per la replica serale ti scombussola un pò, a tal punto di pensare mentre sei sul palco: “Quando finisce…voglio andare a dormire“. Allora la poesia e la passione svaniscono e subentra la più terrena e inarrestabile STANCHEZZA.
Fa parte del gioco.

Però se hai il cosiddetto “fuoco dentro”, non puoi farne a meno. Perseveri nel tuo lavoro sicuro come la rana bollita…conoscete il principio della Rana Bollita? E’ di un famoso psicologo/filosofo americano Noam Chomsky e dice

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Il lavoro sicuro che odi è un pò come l’acqua fredda che diventa sempre più calda fino ad ucciderti. Non te ne accorgi e lo accetti, non tenti di fuggirne perché non ti stai neanche rendendo conto di quanto ti stia ferendo.

Si può quindi vivere di teatro anche se non sei il figlio di Marchionne?

Se pensi che questa sia davvero la tua “vocazione”, la risposta è SI’. Magari alternando al lavoro di attore anche quello di insegnante. Magari saltellando tra cinema, tv e teatro…e poi non è detto che non si possa diventare famosi e quindi guadagnare “paccate” di soldi. Qualcuno ce l’ha fatta. Anche in maniera “pulita”.


Non molti però, purtroppo l’Italia anche nel settore “spettacolo” non è meritocratica. In America si hanno di sicuro più possibilità, infatti di attori che hanno iniziato come camerieri per poi sfondare nel cinema ce ne sono e non pochi come ad esempio Brad Pitt che faceva l’ “Uomo Pollo” per sponsorizzare un ristorante o Patrick Dempsey che si dilettava come giocoliere.

“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni” diceva Paulo Coelho.

Ascoltate il vostro cuore e andate fino in fondo senza farvi abbattere dalle difficoltà, meglio vivere alla giornata che morire coma una rana bollita…..


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