Monologhi teatrali femminili

Tratto da : “Revolver” di Isabella Santa Croce. “Perché questa vita è un revolver che ti devasta la faccia”

Isabella Santacroce è una scrittrice italiana che consiglio di leggere. Vi avverto che vi troverete di fronte ad un stile pungente, diretto, parole forti, frasi brevi, concise. Revolver è come un ” vaso di pandora” appena scoperchiato. Esce tutto di getto, con prepotenza.
Vi riporto questo brano che secondo me potrebbe benissimo essere utilizzato come monologo sulla quale lavorare.


Che fosse possibile appendere al chiodo le armi. Un pò arrendersi a questa lotta che è l’esistenza. Chiudere gli occhi. Dirsi ora smetto.
Smetto con la sofferenza. Anestetizzo la mente. Mi metto a posto.
Entro nel mio rifugio e poi attendo il completamento del mio passaggio.
Mi trovo un uomo come fanno le altre e dimentico.
Dimentico il destino bastardo che mi ha distrutto strappandomi tutto.
Ridotto a un niente. L’accetto.
Cos’altro mi aspetta. Dài forza dimmelo. Se mi chiedi cosa provo rimango in silenzio. Sto zitta. Ti guardo per ore e vorrei solo mi trasformassi. Cancellassi la storia.
Ridisegnassi ogni cosa dal giorno del parto in cui sono uscita.
Nell’aria.Gridando.Non sono cattiva.Nemmeno meschina.
Ho la violenza di chi sa pensarsi.
Perché questa vita è un revolver che ti devasta la faccia.
Perché non è giusto.
Perchè non riesco a odiare. Odiarmi. Odiare chi mi ha fatto del male. E poi è così complicato capire. Capirsi.
La confusione. I suoi limiti. Le rimozioni. Le esaltazioni. Il confondere.L’illudersi. Perdersi. Arrendersi. Reagire. Esserci. Comprendere. Analizzare. Vivere veramente. Illuminami. Illustrami le delizie dell’esistenza. Le gioie multiple. Le sorprese piacevoli. I trucchi. Gli stratagemmi. La bellezza di questo paesaggio. Le sue stagioni. Addentrandosi in età sconosciute. Accettarsi.
Comprendersi. Raccogliere i frutti. Sedere su una panchina.
Aspettare la morte. Andare in pensione. Innamorarsi e poi smettere.
Guardarsi allo specchio. Lentamente non riconoscersi.
Ingravidarsi di lacrime. Mettere al mondo l’inverosimile. Seguirlo crescere. Raggiungere tappe.. Sconvolgersi. Abbandonare l’infanzia.
Viverla senza mai averla.
Conoscere i mostri della realtà che ti schiaccia.
Metterli in fila. Sconfiggerli. Essere paziente. Lucido.
Evitare ogni panico. Avere coraggio. Essere forti.
Trasformare l’amore in affetto.
Rimanere assieme tutta una vita e poi perdersi.
Fare l’amore una volta e poi cento.
Il corpo è lo stesso. Lo stesso che cambia terrorizzandoti.


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Revolver di Isabella Santacroce

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