Tratto da: “Il contrabbasso” di Patrick Süskind

Scritto nel 1981 e pubblicato nel 1984, Il Contrabbasso è il testo teatrale con la quale esordisce Patrick Süskind, più conosciuto per il suo primo romanzo “Il profumo”.

Vi ripropongo questo breve ed emozionante estratto:

“Le porte si chiudono senza far rumore, e il lampadario si alza, le luci si spengono, ovunque profumo e attesa. Giulini compare. Applausi. S’inchina.
I suoi capelli appena lavati ondeggiano. Poi si rivolge all’orchestra, un ultimo colpo di tosse, silenzio.
Alza le braccia, scambia uno sguardo con il primo violino, fa un cenno col capo, un ultimo sguardo, un ultimo colpo di tosse…
E poi, in questo momento sublime, dove l’opera diventa universo e il momento d’origine dell’universo, là in fondo, dove tutti sono immobili in spasmodica attesa, trattengono il respiro, e le tre figlie del Reno stanno già come inchiodate dietro il sipario chiuso – là in fondo, dall’ultima fila dell’orchestra, dove ci sono i contrabbassi, si eleva il grido di un cuore innamorato…

Grida

….SARAH!!!!

Un effetto colossale.
Il giorno dopo sono già sui giornali, scacciato dall’orchestra di stato, vado da lei con un mazzo di fiori, lei apre la porta, mi vede per la prima volta, sono lì come un eroe, le dico:

“Sono l’uomo che l’ha compromessa, perché l’amo”

Cadiamo l’uno tra le braccia dell’altra, unione, beatitudine, felicità sublime, il mondo sprofonda sotto di noi. Amen.

Naturalmente ho cercato di togliermi dalla testa Sarah. Probabilmente dal punto di vista umano è del tutto insufficiente; quanto a carattere uno zero; quanto a spirito irrimediabilmente sottosviluppata; niente affatto all’altezza di uomo della mia statura…

Ma poi, ad ogni prova sento la sua voce, quella voce, quell’organo divino.
Sa, una bella voce è già di per sé piena di spirito, quella donna può essere sciocca finché si vuole, penso, questo è l’aspetto disperante della musica.

E poi c’è appunto il lato erotico. Un ambito a cui nessun essere umano può sfuggire.
Voglio metterla così: quando lei, Sarah, canta, mi entra a tal punto nella pelle, è quasi una sensazione sessuale – ora la prego di non fraintendermi.

Ma talvolta la notte mi sveglio – urlando.

Urlo perché in sogno la sento cantare, mio Dio!
Grazie al cielo ho l’isolamento acustico. Sono fradicio di sudore e poi mi riaddormento – e mi risveglio ancora alle mie stesse urla. E così per tutta la notte: lei canta, io urlo, mi addormento, lei canta, io urlo, mi riaddormento e così via…

Questa è la sessualità.

Ma talvolta – dato che siamo in argomento – lei mi appare anche di giorno.
Ovviamente solo nell’immaginazione. Io…adesso suona ridicolo…a volte immagino di vedermela davanti, molto vicina, come il contrabbasso in questo momento.

E di non potermi controllare, di doverla abbracciare…così…e con l’altra mano così…quasi come faccio con l’archetto.. di circondarla col braccio…o dall’altra parte, di cingerla da dietro come faccio col contrabbasso e di appoggiare la mano sinistra sui suoi seni, come avviene nella terza posizione sulla corda SOL…quando suono da solista…ora è un pò difficile immaginarsi – e a destra di circondarla con l’archetto, così, in basso, e poi così e così e così…

Si agita attorno al contrabbasso afferrandolo selvaggiamente, poi smette, si siede sfinito sulla poltrona e versa della birra.


LIBRO: Il contrabbasso

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