Ascanio_Celestini

Io c’ho l’ansia- Monologo di Ascanio Celestini

Fantastico monologo di Ascanio Celestini….dedicato a tutti coloro che come lui possono tranquillamente ammetterlo: “C’ho l’ansia!”

C’ho l’ansia.

Premetto che non è una questione politica, ma non è neanche legato, che ne so,  al giornale, al telegiornale che parla delle mamme assassine che strozzano i figli e li mettono in freezer.

No, l’ansia è una cosa a parte, a prescindere.

Io c’ho l’ansia.

L’ansia è una specie di roba che ti cresce nella testa, è tipo l’aria per il pallone, che il pallone in sé è uno sottilissimo strato di plastica, però più aria ci butti dentro, più il pallone cresce.

Io c’ho l’ansia.

Mi sento tipo una cosa che mi cresce nel petto e mi toglie il respiro, leggo sull’enciclopedia medica on-line che questa sensazione se associata a un dolore al braccio sinistro potrebbe essere sintomo dell’infarto.

Vabbè dico però il dolore al braccio sinistro non è poi così forte, però leggo sull’enciclopedia medica on-line che il dolore non deve essere lancinante, basta che sia persistente, effettivamente il mio non è forte ma persiste.

C’ho l’ansia, ma vedrai che c’ho pure l’infarto.

Così monto in macchina, sono le due di notte, vado al pronto soccorso, perché poi l’ansia ti prende sempre quando stai da solo alle due di notte, mai alle tre del pomeriggio davanti a una farmacia.

Sempre quando stai da solo o possibilmente con qualcuno che ti fa crescere l’ansia.

Monto in macchia mentre vado, corro ai 30 all’ora verso il pronto soccorso, mi sento che mi formicola pure il braccio sinistro, la gamba sinistra, il braccio destro, la gamba destra. Arrivo al pronto soccorso apro lo sportello, cado a terra, mi caricano su una barella, mi portano codice rosso nella stanza rossa, mi strappano la maglietta mi attaccano le ventose, mi fanno l’elettrocardiogramma, mi levano il sangue, mi controllano la pressione, vedo da una macchinetta che controlla i miei battiti che esce una specie di carta igienica millimetrata, ci sta segnato sopra il segnale del mio cuore. Bello.

Chissà se poi dopo quel pezzo di carta me lo regalano.

Chissà se ci sarà un dopo.

Passa mezz’ora tre quarti d’ora, sono solo nella stanzetta.
Dico : “Vedrai che sto per morire”, poi entra il medico e dico: “Come va?”
Lui dice: “Io bene, lei?”
Dico: Io c’ho l’infarto credo”
“No, ma che infarto, lei sta benissimo, soltanto deve bere più acqua, fa bene bere acqua” mi dice:  “e poi prenda qualche integratore, potassio, magnesio” mi dice: ” Lei fa molto sport?”
“Io sport niente”
Sorride mi dice: “Bè però alle olimpiadi dei coglioni arriverebbe primo”
Dico:” Dottore non scherzi, c’ho l’ansia , ho letto sull’enciclopedia medica che quello poter essere infarto”
Lui mi dice: ” Vabbè se leggeva la voce “lebbra” le cadeva il naso?”
Dico: “Dottore io la sera non riesco a dormire”
Lui mi dice: “Si prenda dei sonniferi”
“Dottore, se m’impasticco sembra che mi sto suicidando coi barbiturici, io sono ansioso mica sono Marilyn Monroe”
Dico: ” Poi lo sa che per un ansioso, il sonno è una specie di anticamera della morte”
“Bè s’affacci alla finestra e vedrà che tutti dormono”
“Appunto” dico: “Dottore, se m’affaccio alla finestra mi sembra di affacciarmi sul campo santo”
Mi dice:” Bè allora s’affacci pure alla mattina, vedrà che tutti vanno al lavoro e sono svegli”
Dico: ” Certo dottore, però poi se mi riaffaccio alla sera tutti ritornano a letto, sono morti del camposanto, sono vampiri al contrario” Dico.
Lui mi dice: “Allora conti le pecore”
Non ci riesco dottore, arrivo a venti, trenta pecore poi mi sento circondato. Io c’ho l’ansia, sto male in mezzo alla gente, figuriamoci in mezzo alle bestie.”

In quel momento arriva uno che si è mezzo segato una gamba mentre tagliava la legna. Tutti attorno a lui, al suo lago di sangue, è la rock star del pronto soccorso. Beato lui, almeno si sa dove mettere i punti, io invece c’ho l’ansia, non si vede la ferita, non so dove attaccare il cerotto.

Vabbè. Torno a casa. Magari mi leggo un libro mi rilasso. Dico, però certo che coi libri che c’ho io mica mi rilasso, dovrei iniziare a leggere Moccia dico, dico però c’è una bella differenza tra una lettura rilassante e un semplice rompimento di palle.

C’ho l’ansia.

C’ho l’ansia, ma perché c’ho l’ansia. Per il futuro di mio figlio? Per la deriva autoritaria del governo? Perché c’ho l’ansia? Per la Salerno – Reggio Calabria, lo stretto di Messina…perchè c’ho l’ansia?

Io invidio i partigiani, i partigiani che ammazzavano Mussolini, lo attaccavano per i piedi a piazzale Loreto, andavano lì gli sputavano in faccia dicevano “Porco assassino” a lui. E lui “Mignotta” a lei.

Io c’ho l’ansia.

Invidio, invidio pure i fascisti che ci salutano col saluto romano e stanno tanto bene, quello è il loro sonnifero, drizzano il braccio e s’addormentano.

Invidio e tifosi, i tifosi che hanno 11 eroi. Invidio i soldati, che amano la bandiera e sputano e sparano su tutte le altre.

Io invece sono senza bandiera.

Io non faccio il tifo.

Io sono disarmato.

Io c’ho l’ansia.

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