L’ispettore generale dialogo Bòbčinskij e Dòbčinskij….è arrivato il funzionario?

Siamo in in una piccola cittadina Russa agli inizi dell’Ottocento,  quando la tranquillità quotidiana degli abitanti viene scossa dalla notizia dell’arrivo di un Ispettore generale da San Pietroburgo, mandato per fare dei controlli ai notai del posto.

Personaggi grotteschi, brillanti, sopra le righe. Equivoci, malintesi una commedia che ha riscontrato numerosi successi fino ad arrivare sul grande schermo. Vi ripropongo oggi questo divertente dialogo ideale per due personaggi maschili 🙂 Buona lettura!

SCENA TERZA

Gli stessi, più Bòbčinskij e Dòbčinskij, che entrano entrambi ansimando.

(BÒBČINSKIJ e DÒBČINSKIJ sono entrambi bassotti, mingherlini, molto curiosi; si assomigliano in modo straordinario. Sono entrambi un po’ panciuti. Tutti e due parlano a macchinetta, aiutandosi moltissimo con i gesti e con le mani. Dòbčinskij è un po’ più alto e serio di Bòbčinskij, ma Bòbčinskij è più disinvolto e vivace)

Bòbčinskij: Un avvenimento straordinario!
Dòbčinskij: Una cosa fuori dal comune!
Tutti: Come? Cosa?
Dòbčinskij:  Un fatto imprevedibile: arriviamo all’albergo… Bòbčinskij (interrompendolo). Arrivo, con Pëtr Ivànovič all’albergo… Dòbčinskij (interrompendolo). Se permettete, Pëtr Ivànovič, stavo raccontando io…
Bòbčinskij: No, permettete voi… Su, permettete, permettete… Voi non avete nemmeno lo stile appropriato…
Dòbčinskij: E voi vi confondete e non ricordate mai tutto. Bòbčinskij. Mi ricordo, state tranquillo che mi ricordo. Smettetela di interrompermi, e lasciatemi raccontare. Non mi interrompete! Signori, ve ne prego, ditegli che non mi interrompa.

Sindaco: Per l’amor del cielo, parlate una buona volta. Che novità ci sono ancora? Ho il cuore tutto in subbuglio. Sedete, signori! Prendete delle sedie! Pëtr Ivànovič, eccovi una sedia! (Tutti si siedono attorno ai due Pëtr Ivànovič) Allora, che cosa è successo?

Bòbčinskij: Permettete, permettete: racconterò tutto dall’inizio. Avevo appena avuto il piacere di uscire da casa vostra, dopo che voi avevate avuto la compiacenza di turbarvi per la lettera che avevate ricevuto, proprio così, e avevo fatto un salto… Vi prego, Pëtr Ivanovič, non mi interrompete. Io so tutto, tutto, so tutto. Dunque, vi prego di seguirmi, avevo fatto un salto da Koròbkin . Non trovandolo in casa, mi ero affacciato da Rastakòvskij; non trovando nemmeno lui, ero passato da Ivàn Kuz’mič, per comunicargli la notizia che avevo appena ricevuto da voi, quando, nell’uscire da casa sua, mi imbattei in Pëtr Ivànovič…

Dòbčinskij: (interrompendolo). Vicino al chiosco delle frittelle.

Bòbčinskij: Vicino al chiosco delle frittelle. Incontro Pëtr Ivànovič e gli dico: avete sentito che notizia ha ricevuto Antòn Antònovič da fonti degne di fede? Ma Pëtr Ivànovič era già stato informato dalla vostra governante Avdot’ja che non so bene perché era stata mandata da Filip Antònovič Poèeèuev.

Dòbčinskij: (interrompendolo). A prendere un barile per la vodka francese.

Bòbčinskij: (scostandogli le mani). A prendere un barile per la vodka francese. E così vado, insieme a Pëtr Ivànovič, da Počečuev… Ma voi, Pëtr Ivànovič… questo qui… non mi interrompete, per favore, non mi interrompete! Andiamo da Počečuev e per strada Pëtr Ivànovič mi dice: «Facciamo un salto in trattoria. Ho lo stomaco… è da stamattina che non mangio, e ho un buco nello stomaco»… s’intende naturalmente lo stomaco di Pëtr Ivànovič. «Hanno appena portato», mi fa, «del salmone fresco, andiamo ad assaggiarlo». Eravamo appena entrati nell’albergo quando all’improvviso un giovanotto…

Dòbčinskij: (interrompendolo). Di bell’aspetto, in abito civile…

Bòbčinskij: Di bell’aspetto, in abito civile, cammina su e giù per la sala, dico: il ritratto stesso della saggezza… e poi, una fisionomia… un modo di camminare… e qui dentro (rotea la mano all’altezza della fronte) molto, molto di tutto. Allora io ebbi come un presentimento e dissi a Pëtr Ivànovič: questo qui non è qui per caso. Proprio. Intanto Pëtr Ivànovič aveva già fatto un cenno al trattore, al trattore Vlas: sua moglie, sa, ha partorito tre settimane fa un piccolino talmente vivace che aprirà certamente anche lui una trattoria come il papà. Dunque, Pëtr Ivànovič chiama il trattore e gli chiede sottovoce chi sia quel giovanotto; e Vlas gli risponde: quello… E non m’interrompete, Pëtr Ivànovič, per favore, non m’interrompete; non cominciate a raccontare voi, per l’amor di Dio, non provatevici nemmeno, voi mica parlate, voi borbottate con quel dente che vi fischia in bocca… «Quel giovanotto», risponde il trattore, «è un funzionario, proprio così, e viene da Pietroburgo, fa, e il suo nome è Ivan Aleksandrovič Chlestakòv; sta andando, fa, nella provincia di Saratov, e si comporta, mi fa, in modo molto strano: si è piazzato lì già dall’altra settimana, fa, non se ne va dall’albergo, fa mettere tutto sul conto e – fa – non tira fuori una copeca». Come mi ha detto queste cose, ho avuto una specie di illuminazione. Ah, ho detto a Pëtr Ivanovič…

Dòbčinskij: No, Pëtr Ivànovič, sono stato io a dire: Ah.

Bòbčinskij: Prima l’avete detto voi, e poi l’ho detto anch’io. Ah!, abbiamo detto io e Pëtr Ivànovič. E perché se ne sta qui se, come dice, deve andare nella provincia di Saratov? Proprio così! Allora quel funzionario è lui!

Sindaco: Ma chi, quale funzionario?
Bòbčinskij: Il funzionario della cui venuta siete stato informato. Sindaco (in preda al terrore). Ma che cosa dite, per l’amor di Dio! Non può essere lui!
Dòbčinskij: È lui! Non sborsa un soldo e non se ne va, chi può essere se non lui? E ha un foglio di viaggio per Saratov.
Bòbčinskij: È lui, è lui, vi dico, proprio lui… È così attento: ha osservato tutto. Ha visto che io e Pëtr Ivànovič mangiavamo salmone, soprattutto perché Pëtr Ivànovič con il suo stomaco… proprio. Ci ha addirittura guardato nel piatto. Uno sguardo così penetrante che ho sentito una fitta di terrore.

Sindaco: Signore, abbi pietà di noi poveri peccatori! E dove è alloggiato?

Dòbčinskij: Nella camera numero cinque, sotto la scala.

Bòbčinskij: La camera dove l’anno scorso si sono picchiati quegli ufficiali.

Sindaco: Ed è qui da molto?

Dòbčinskij: Saranno già un due settimane. È arrivato il giorno di san Basilio Egizìaco.

Sindaco: Due settimane! (A parte) Dio mio! Santi del Cielo, angeli del paradiso, salvatemi voi! In queste due settimane è stata frustata la moglie del sottufficiale! E i prigionieri non hanno ricevuto le loro razioni. Per le strade, poi, c’è un caos, una sporcizia. Che vergogna! Che affronto! (Si prende la testa tra le mani.)


TESTO COMPLETO PDF–> L’ispettore generale di Nikolaj Vasil’evič Gogol’


CONSIGLIATI: L’Ispettore Generale

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SaraT

Da piccola guardavo Star Trek e sognavo di diventare un' astronauta, Baywatch...una bagnina, Candy Candy...un'infermiera. Poi ho capito che imparando a recitare avrei potuto diventare ciò che volevo.

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