LESSON N°4: Consigli ed esercizi per migliorare l’articolazione fino ad arrivare ad una lettura interpretativa

Cominciamo col sottolineare la differenza tra: articolazione, lettura, recitazione e declamazione.

ARTICOLARE: Esprimere chiaramente, distintamente le varie sillabe in modo che la parola sia comprensibile e nitidamente pronunciata.

LEGGERE: Seguire con gli occhi quanto è scritto, sia tacitamente, sia esprimendo le singole frasi con la forza e la limpidezza necessaria per farle intendere agli altri.

RECITARE: Dire ad alta voce e a memoria brani in prosa in versi, o interpretare intere opere teatrali con colori espressivi e stile intonato.

DECLAMARE: Recitazione enfatica di poesie, drammi, orazioni. Recitazione e Declamazione sono di solito accompagnate da gesti e movimenti efficaci e adatti.

Fare tanto, tanto, tantissimo esercizio è fondamentale, cominciamo col scegliere un testo, anche un monologo.

1) Leggere molto lentamente scandendo il più possibile soprattutto in finale di parola.

2) Nei primi tempi lettura completamente inespressiva per concentrarsi meglio sulla dizione, sulla articolazione e sulla pronuncia.

3) Ginnastica pratica delle labbra per renderle agili e pronte: pronunciare prima le vocali una a una; unirle poi a consonanti labiali come P – B, e a dittonghi. Naturalmente l’esercizio (utile per l’articolazione) va esteso a tutte le possibili consonanti, abbinate alle diverse vocali: ma – me – ga – gu – la – lu ecc; e prr – brr – drr – trr ecc.

4) Abbassare ritmicamente la mandibola, tenendo la testa ferma, allargare e tendere le labbra al limite del riso e restringerle fino alla u ; smorfie, gonfiamento delle guance: tutto ciò ecciterà il dominio dei muscoli facciali.

5) Non chinarsi troppo sul libro che si legge; una posizione eretta lascerà libera la respirazione diaframmatica tanto utile per i fiati rubati.

6) Portare lentamente la lettura in clima più espressivo: colorire, variare inflessione di voce, crescere e diminuire le tonalità, affrettare, rallentare frasi facili e difficili; lettura di testi dialogati e di versi.

CONSIGLI UTILI

1) Per meglio recitare è necessario sapere la parte a memoria.

2) Bisogna recitare come se noi stessi creassimo in quel preciso momento la frase, il pensiero da esprimere.

3) Sillabazione chiara, dizione corretta; varietà di inflessioni, di modulazioni di intonazioni, di accenti, di espressioni, di colori. Crescendi e diminuendi alternati a pause, improvvisi silenzi e riprese di voce sulla stessa tonalità o su tonalità diverse: la monotonia è la morte della recitazione. Torniamo al nostro monologo e con una matita inseriamo i segni secondo lo schema qua sotto indicato:

a) doppio tratto verticale ( | | ) dopo la parola = pausa lunga

    tratto verticale ( | ) dopo la parola = pausa breve, un respiro.

b) tratto orizzontale ( — ) sulla parola = rafforzamento

c) forchette divergenti e convergenti ( < > ) = crescendi – diminuendi

d) grande X = improvviso cambiamento d’intonazione della parola o di tutta la frase

e) parentesi quadra aperta = affrettando della frase seguente

f) parentesi quadra chiusa = rallentando della frase seguente

A questo punto non resta che continuare ad esercitarsi. I miglioramenti si possono notare da subito!
Dalla prossima lezione ci inoltreremo nelle regole specifiche ortoepiche.

 

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