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SCENA 7 La vagina arrabbiata – Tratto dai “Monologhi della Vagina” di Eva Ensler

La prima Bozza viene stesa nel 1996 dall’autrice Eva Ensler. Sono monologhi al femminile accomunati da un unico filo conduttore: la vagina. Il sesso femminile raccontato sotto diversi aspetti, dall’amore alla violenza, dal sesso alla masturbazione, dalla nascita alla mutilazione. Guadagna subito molta popolarità e il testo tradotto inizia a fare il giro del mondo.

Qua sotto vi proponiamo la Scena 7 : “La vagina arrabbiata

 SCENA 7
La vagina arrabbiata

DAYANA- Signore e Signori, Nives Gamberini e Ginger degli Esposti!

TIZIANA TROJA- La mia Vagina è arrabbiata. Davvero. È incazzata. La mia Vagina è furiosa e ha bisogno di parlare. Ha bisogno di parlare di tutta questa merda. Ha bisogno di parlarvi.
Allora, cos’è questa faccenda… C’è in giro un esercito di persone, che escogitano modi per torturare la mia povera, gentile e amorevole Vagina… Che passano i giorni a fabbricare psicoprodotti e idee orrende per minare la mia passera.

Rompicoglioni della Vagina! Tutta questa merda che cercano senza sosta di spingerci dentro, per pulirci, per imbottirci, la faranno scomparire. Bene, la mia Vagina non se ne andrà. È incazzata e se ne starà qui. Prendi i tamponi… che diavolo è ‘sta roba? Un cazzo di tampone di cotone asciutto, infilato dentro. Perché non trovano un modo per lubrificare leggermente il tampone?

Appena la mia Vagina lo vede, ha uno choc. Dice: “Lascia perdere”. Si chiude. Dovete saperci fare con la Vagina, prepararla alle cose. E’ tutta una faccenda di preliminari.
Dovete convincere la mia Vagina, sedurre la mia Vagina, suscitare la fiducia della mia Vagina.

Non potete riuscirci con un cazzo di tampone di cotone asciutto. Smettete di spingere cose dentro di me. Smettete di spingere e smettete di pulire. La mia Vagina non ha bisogno di essere pulita, sa già di buono. Non come i petali di rosa. Non cercate di abbellire la realtà. Non credete loro, quando vi dicono che profuma come petali di rosa: è fatta per odorare come una passera, deve odorare – profumare – di figa. Ecco cosa stanno facendo: cercano di pulirla, di farla odorare come uno spray da bagno o un giardino.

Tutti quegli spray profumati, fiori, bacche, pioggia. Non voglio che la mia passera profumi di bacche o di pioggia. Tutta pulita, come lavare un pesce dopo averlo cucinato. Voglio sentire il sapore del pesce, è per questo che l’ho ordinato. Così è la donna, così sono io. I miei umori tutti in collisione e che sanno di pesce.

E poi ci sono quegli esami. Chi li ha escogitati? Ci deve essere un modo migliore di fare quegli esami. Perché quando ti sdrai ti devi sentire come un pezzo di carta che qualcuno ha gettato via? Perché i guanti di gomma? Perché la pila puntata lì come se la Signora in Giallo stesse indagando su un omicidio? Perché le staffe d’acciaio in stile nazi, le orrende e fredde labbra
d’anatra che spingono dentro di te? Che cos’è questa faccenda? La mia Vagina è arrabbiata per queste visite. Si mette sulla difensiva settimane prima. Si chiude, non si rilassa.
Non vi fa innervosire?
“Rilassi la Vagina, rilassi la Vagina.” Perché? La mia Vagina è intelligente – sa cosa sta succedendo – si deve rilassare così tu puoi infilarle quelle fredde labbra d’anatra dentro. Esame Vaginale? Non penso proprio. Sembra più un’esecuzione Vaginale.
Perché non trovano uno splendido, delizioso velluto rosso e non me lo avvolgono attorno, non mi fanno sdraiare su una soffice coperta di cotone, non si infilano attraenti guanti rosa o azzurri, e appoggiano i miei piedi su staffe ricoperte di pelliccia? E perché non riscaldano le labbra d’anitra?

Lavorano con la mia vagina!
No, invece, sempre torture: quei cazzo di tamponi di cotone asciutto, fredde labbra d’anitra e biancheria intima di cuoio. Non c’è niente di peggio della biancheria di cuoio. Chi l’ha inventata? Si muove tutto il tempo, si incastra, davvero una merdata.

La Vagina è fatta per stare libera e aperta, non per essere tenuta imprigionata. È per questo motivo che le guaine sono una pessima idea. Abbiamo bisogno di muoverci e aprirci, parlare e parlare. Le vagine hanno bisogno di comodità. Fate qualcosa per dar loro piacere. No, naturalmente non lo fanno.
Odiano vedere una donna che prova piacere, soprattutto piacere sessuale. Quello che intendo è un grazioso paio di mutande di morbido cotone con un vibratore incorporato. Le donne verrebbero tutto il giorno: verrebbero nei supermercati, in metropolitana, felici vagine orgasmiche. Loro non lo sopporterebbero. Non tollererebbero di vedere tutte quelle calde vagine felici, energizzate, che non subiscono umiliazioni. Se la mia Vagina potesse parlare, parlerebbe di se stessa come faccio io, parlerebbe di altre vagine, farebbe imitazioni di vagine.

Porterebbe diamanti di Cartier. Nessun vestito, ornata solo di diamanti. La mia Vagina ha aiutato a mettere alla luce un bambino enorme. Pensava che avrebbe fatto qualcosa di più, ma non è stato così. Ora vuole viaggiare, non desidera molta compagnia. Vuole leggere e conoscere cose nuove, e uscire più spesso. Vuole sesso, le piace il sesso. Vuole andare più in profondità, è affamata di profondità. Desidera gentilezza, vuole un cambiamento.

Vuole silenzio, libertà, baci gentili, liquidi caldi e contatto profondo. Vuole cioccolato fiducia e bellezza. Vuole urlare. Non vuole più essere arrabbiata.
Vuole venire. Vuole volere. Vuole. La mia Vagina, la mia Vagina. Be’…

vuole tutto.


I monologhi dell Vagina di Eva Ensler—> Testo pdf

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