Bello il Natale!….Bù, vabbè, non so.

Il 25 dicembre è passato. Devo ancora digerire il panettone, avrei quasi voglia di mangiarne un’altra fetta. Odio il panettone, non mi piace, non mi è mai piaciuto. L’uvetta, i canditi, una volta li scartavo minuziosamente.

Ora non lo faccio più, li butto giù sorridendo e pensando:
“Tra poco è tutto finito, mancano poche ore, resisti”.
Quest’anno ho anche indossato un vestito verde: “Grinch” dentro e fuori. E’ stato casuale.

Mi chiedo per il trentesimo anno di fila:
“Ma qual’è il senso del Natale? Perché? Cosa c’è di magico in tutto questo?”.
Se hai un lavoro puoi essere felice al massimo per la tredicesima, mi sento molto cinica. Lo sono.

I miei parenti stanno invecchiando, i miei cugini crescendo, i miei genitori sono sempre al top, come se per loro il tempo non passasse, delle rocce. E io? Io come sono?

Cinica, scettica, disillusa? Mangio il panettone anche se non mi piace, mi faccio un selfie con mio cugino, aiuto mi madre a sparecchiare, scherzo con mio zio, presento il mio nuovo fidanzato ai miei genitori.

Non è un granché, ma se non avessi tutto questo forse mi mancherebbe.
Forse, non lo so. Non so cosa vorrei e quando non si sa cosa si vuole è ovvio ritrovarsi a fare cose ….belle? ….brutte? cose che ….Bù!?

Il “Bù, vabbè, non so“, chiarisce tutto.

“Ti piace il tuo lavoro?”, chiede la zia. “Bù, vabbè, non so“.
“Stai bene a Torino?” “Bù, vabbè, non so“.

Ormai ha perso le speranze e mi risparmia la solita frase:
“Quando ti sposi, quando farai un bambino?”
Si è già data la risposta. Mai. Lo vedo nel suo sguardo compassionevole.
M’innervosiscono i sottintesi dei parenti a Natale.
Tanto non li vedrò più. Fino al prossimo anno. Fino alla prossima occhiata compassionevole.

“Però ti vedo bene, sai”. Wow! Grazie! Mi ha fatto un complimento!!!
Attenzione, attenzione, un complimento!
Forse sta proprio qui il senso del Natale, in una frase apparentemente sincera.
Ok, mangio un’altra fetta di panettone.
Quando mi ricapita di buttar giù quest’odiosa uvetta molliccia…

I saluti, la tisana digestiva, magari un film su Netflix per conciliare il sonno. Magari Natalizio, magari anche no. Mi addormento cercando di non pensare a niente.

“E’ avanzato del panettone per colazione, ne vuoi una fetta?”
Penso:”Nooooooooooo, ti prego…”
Dico:”Bù, vabbè, non so“.

Si salvi chi può!!! Ah già, comunque, Buon Santo Stefano a tutti 🙂

 

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Srtrz

Appassionata di teatro, poesia e viaggi. La testa fra le nuvole e i piedi....pure.

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