Impressioni sul mio primo breve viaggio in solitaria: a zonzo per Malta

Lo so che questo è un blog che parla di teatro e non di viaggi, ma è anche un piccolo angolo riservato nella quale ogni tanto mi piace divagare parlando delle mie esperienze.

Non so se avete mai letto il libro “VagabondingL’arte di girare il mondo” di Rolf Potts. Si tratta dell’autobiografia di un viaggiatore solitario, che riesce a ritagliare lunghi periodi per buttarsi sempre in nuove avventure in giro per il mondo.

Inizialmente viaggiamo per perderci, poi viaggiamo per ritrovarci. Viaggiamo per aprire il nostro cuore e i nostri occhi e conoscere del mondo più di quello che riesce a stare nei giornali. […] E in sostanza viaggiamo per ritornare a essere dei giovani pazzi, per rallentare il tempo, farci ingannare e innamorarci di nuovo

Tutta questa premessa per dire che sono tante le emozioni che ho provato: entusiasmo, curiosità, pace, smarrimento, paura e ansia.

Ho vissuto la solitudine nel suo duplice aspetto: positivo con serenità mentre osservavo il tramonto a St Julian’s con un libro in mano e un gattone che mi faceva le fusa, negativo con ansia mentre camminavo nella parte superiore di Mellieha dove in due ore avrò incontrato un bus, un motorino, e una signora anziana che saliva le scale. Però è stata carina, mi ha sorriso e salutato.

Quando viaggi da solo apprezzi maggiormente un saluto e un sorriso da parte di uno sconosciuto. Dopo un paio di giorni ho iniziato a sentire la necessità di comunicare, con chiunque, su qualsiasi argomento. Peccato che il mio scarso inglese ancora non mi permetta di parlare tranquillamente senza dover sempre pensare al verbo da usare o al vocabolo da tradurre.

Prossimo obbiettivo: imparare bene l’inglese 🙂

Comunque ricapitolando posso dire di aver flleggato diverse caselle dell’elenco di cose che solitamente, da buon ansiosa, cerco di evitare:

Viaggio di 2 ore in bus stracolmo di gente: FATTO
Visita alle claustrofobiche Catacombe di St Paul’s a Rabat: FATTO
Cena in ristorante affollato: NO….però FATTO colazione in ostello con una scolaresca di adolescenti francesi e rumorosi.

C’è stato addirittura un momento in cui a Rabat stavo alzando il pollice per fare l’autostop, in quel momento una mia cara amica mi ha chiamata impedendomi di fare questo gesto azzardato e regalandomi una meravigliosa chiacchierata della quale avevo davvero bisogno!

Lo ammetto, Malta per una ragazza sola non è il massimo. Penso che se dovessi rifare un’esperienza simile di sicuro andrei nei paesi del Nord. Incontrare un gentile pescatore che ti da consigli su dove andare per fare delle belle foto, ma poi ti avvisa che per una ragazza sola non è consigliabile…dice già tutto 😦

In quel momento ho pensato alla giornalista che è stata uccisa. Che ci sia la mafia a Malta è abbastanza palese. Che sia un paese tendenzialmente maschilista anche.

Ciò che meno mi è piaciuto di questa esperienza è l’impossibilità di condividere un tramonto con qualcuno. Fidanzato, amica, papà, mamma, fratellino. Con qualcuno alla quale sono legata affettivamente. Mi sono sentita un pò come il Piccolo Principe senza la sua Volpe.
Non sempre…a momenti.

La felicità è reale solo quando condivisaRecita Christopher McCandless nel film “Into the wild”….che abbia ragione?

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Srtrz

Appassionata di teatro, poesia, fotografia e viaggi. La testa fra le nuvole e i piedi....pure.

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