Una grande fotografa: Vivian Maier a Palazzo Ducale di Genova

“Beh, suppongo che nulla non sia destinato a durare per sempre. Dobbiamo fare spazio ad altre persone. È una ruota. Continui, devi andare alla fine. E poi qualcuno ha la stessa opportunità di andare alla fine e così via”

-Vivian Maier

Mostra di Vivian Maier a Palazzo Ducale di Genova:  fino all’08/10/2017
Sono rimasta completamente affascinata non solo dalle sue foto, ma soprattutto dal mistero che avvolge la vita di questa donna.

Tutto è iniziato nel 2007, con il ritrovamento, dell’agente immobiliare John Maloff, di un baule con centinaia di pellicole mai sviluppate.

Una vita dedicata a scattare fotografie, fotografie che non sono mai state viste da nessuno, fotografie che non sono neanche state sviluppate.

Quel poco di biografia che si conosce di Vivian Maier narra di una ragazza nata a New York nel 1926: padre americano figlio di emigranti austriaci e madre di origini francesi. Dopo tre anni dalla nascita di Vivian i genitori si separarono e la bambina rimase con la madre e un’amica francese Jeanne Bertrand, talentuosa fotografa di professione. Si trasferì con le due donne nel Bronx.
Probabilmente grazie a Jeanne iniziò a crescere in Vivian la grande passione di immortale in migliaia di scatti la vita che le scorreva attorno.

Fu all’età di 25 anni che acquistò la sua prima macchina fotografica, una Rolleiflex.

Faceva la bambinaia e si spostava di città in città: New York, Southampton, Chicago. Continuò questo mestiere fino alla fine affiancandolo al bisogno incessante di fotografare. Sono stati ritrovati 40mila negativi, dei quali circa 15mila ancora all’interno di rullini.

Street photography: ciò che osservava per le strade, i dettagli, la gente comune, la verità.
Nulla di costruito o di artificioso: pura e semplice realtà quotidiana. Una vera artista dell’immagine: ironica, critica, intensa. Sempre alla ricerca di nuove prospettive, nuovi sguardi, nuove situazioni.

Una donna sola, che mai si è sposata, che non ha avuto figli, solo la sua macchina fotografica,  il suo lavoro da bambinaia e diverse ristrettezze economiche. Morì esattamente il giorno prima che John Maloff iniziò le sue ricerche dopo aver casualmente trovato i rullini.

Questo è il sito ufficiale –> http://www.vivianmaier.com, per approfondire la biografia e dare un’occhiata alle sue foto. Vi consiglio comunque di vedere una sua mostra. Entrare nel suo mondo fotografico è davvero un’esperienza emozionante.

 

 

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