I tre migliori siti italiani dove scaricare copioni teatrali gratuitamente

“Mettiamo qualcosa in scena?”
“Si ma, cosa?”

Ecco il solito dilemma che tutte le compagnie professionali e non hanno. Questo è anche il problema degli insegnanti di recitazione che si trovano a dovere adattare il testo in base ai loro allievi, al numero e alla quantità di personaggi maschili e femminili.11

L’obbiettivo è quello di cercare testi originali per non cascare nei soliti classici che spesso non sono alla portata di tutti e a volte risultano un pò pesanti per il pubblico se non ben interpretati.

Fortunatamente però ci sono dei siti web italiani interessanti dalla quale si può trarre spunto, ma soprattutto scaricare gratuitamente il pdf o il word del copione 🙂

 

1 – Il primo sito che vi consiglio è Liber Liber.

Si tratta di un portale sulla quale potete trovare di tutto, non solo testi teatrali, ma anche prosa, audiolibri e musica. Il link che vi ho inserito cliccando sul nome del sito vi riporterà direttamente alle opere di Shakespeare. Come potete vedere in fondo alla pagina, dopo la breve descrizione dell’autore troverete l’elenco di molte sue opere della quale potrete fare il download gratuitamente cliccandoci sopra.


Si tratta di un sito davvero ricco di materiale e nel caso in cui decidiate di usarlo, vi consiglio di donare i 2 euro richiesti, li meritano davvero!

Oltre ai testi teatrali, su Liber Liber potete trovare anche molti testi sul Teatro, basta inserire dal “Cerca” le parole “Teatro Contemporaneo” e vi appariranno alcuni testi come ad esempio “Studi sul teatro contemporaneo”, della quale v’inserisco già il link 😉 e vi consiglio di leggere!

2 – Un altro portale che utilizzo spesso e trovo molto utile è: Ateatro

Andando su “Cerca copioni” hai la possibilità di inserire il genere, l’autore, il numero degli attori maschili e femminili. Questo è di grande aiuto se siete già una Compagnia definita e state cercando il testo migliore da plasmare al vostro gruppo!

Inoltre potendo filtrare anche la ricerca per “genere”, potrete scoprire testi sconosciuti, ma originali e brillanti che magari fanno proprio al caso vostro! Non tutti i copioni però sono free, alcuni sono soggetti a Siae, in questo caso dovrete contattare l’autore, la Siae e accordarvi con loro.

Nel complesso mi sembra comunque un buon portale dalla quale poter trarre parecchi spunti!

3 – Infine ultimo, ma non meno utile e ricco di materiale Gttempo. Si tratta di un sito che nasce dall’Associazione Culturale omonima fondata nel 1983 a Carugate – Milano.

E’ un portale un pò vecchio, però hanno anche l’App e la quantità di materiale che potete caricare è immensa. Anche in questo caso potete effettuare ricerche specifiche e dettagliate. In alcuni casi i testi zip non si riescono ad aprire, ad esempio io usando Safari riscontro a volte dei problemi questo è il motivo per cui preferisco in genere i primi due portali consigliati.

 

Se conoscete qualche portale utile per il download di copioni teatrali free scriveteci! I vostri suggerimenti come sempre sono molto preziosi 🙂

Studiare recitazione con Natalie Portman? Ecco la sua MasterCass online!

Natalie Portman per me rimarrà sempre la ragazzina coraggiosa e fragile di Léon. 
Trovo anche che somigli tantissimo all’ attrice di Stranger Things, Millie Bobby Brown ( Eleven)…
Che ne pensate?

Di sicuro è un’attrice sulla quale non si possono avere mezze opinioni: o la ami o la odi. Per me lei è stupenda. Nel “Cigno Nero” l’ho trovata davvero meravigliosa. Bella e brava.

Appena ho visto la pubblicità del suo corso di recitazione online non ho potuto far altro che andare a dare una sbirciatina, a voi il trailer di presentazione:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=UIn6tWQtP9M]

Il prezzo non è eccessivo: si parte dai 100 euro annuali ai 200 euro, dipende se si preferisce integrare l’insegnamento con altri istruttori di fama mondiale come Martin Scorsese e Ron Howard…bè penso proprio che ne valga la pena.

Potete trovare sul sito tutte le informazioni della quale avete bisogno —> MASTERCLASS

Ve lo consiglio, perché il costo non è eccessivo e penso che i suoi consigli possano essere di grande aiuto a chi vuole intraprendere questo percorso, o anche a chi semplicemente è interessato alla recitazione per hobby.

Prima di concludere ecco a voi qualche “gossip” su Natalie Portman che forse non sapevate!

Curiosità su Natalie Portman al di fuori della sua carriera professionale

  • Vegetariana sin dalla nascita e dal 2009 vegana, accanita ambientalista e membro di numerose associazioni contro la fame del mondo e la povertà.
  • Nata in Israele nel 1981 e crescita a Long Islan a New York ha iniziato a fare la modella alla sola età di 11 anni.
  • Nel 2009 sul set del “Cigno Nero” conosce il suo futuro marito, il ballerino Benjamin Millepied, dalla quale ha due figli: Aleph e Amalia.
  • Vince l’oscar nel 2017 per la meravigliosa interpretazione di Jackie Kennedy nel film “Jackie” in merito alla quale dichiara: “Non ha mai interpretato un personaggio realmente vissuto e questo “mi spaventava e affascinava: rendere il suo dolore, la sua bellezza, il suo stile, il suo mistero e’ andato altre la sua biografia“.
  • Piccolina di statura 1,60 cm, ma un concentrato di bellezza e personalità; il suo profilo instagram supera i cinque milioni di follower!!!

Bè che dire….stupenda 🙂

Finale di “King Kong Theory” di Virginie Despentes

A voi il finale di un moderno manifesto femminista tratto dal libro “”King Kong Theory” di Virginie Despentes. Un testo che vi consiglio di leggere, crudo, onesto.
Una riflessione “senza peli sulla lingua” sulla condizione femminile e il ruolo maschile nella nostra Società.
Un potenziale originale ed interpretabile monologo femminile.

 

“Certo che è faticoso essere una donna. Paure, vincoli, imperativo del silenzio, richiami a un ordine che ha fatto il suo tempo, tripudio di limitazioni imbecilli e sterili. Sempre delle estranee, a sobbarcarsi il lavoro sporco e fornire la materia prima tenendo il profilo basso…Ma in confronto a quello che significa essere un uomo sembra un gioco da ragazzi…Perchè alla fin fine non siamo noi le più terrorizzate, e neanche le più disarmate o impedite.
Il sesso della sopportazione, del coraggio, della resistenza è sempre stato il nostro.
Non che abbiamo avuto scelta, sia chiaro.

Il coraggio vero. Confrontarsi con ciò che è nuovo. Possibile. Migliore. Crisi del lavoro?
Crisi della famiglia? Buone notizie.
Che automaticamente rimettono in discussione la virilità. Altra buona notizia. Ne abbiamo fin sopra i capelli di queste stronzate.
Il femminismo è una rivoluzione, non una riorganizzazione delle indicazioni di marketing, non una vaga promozione della fellatio o dello scambiamo, non si tratta soltanto di migliorare gli stipendi integrativi. Il femminismo è un’avventura collettiva, per le donne, per gli uomini e per gli altri. Una rivoluzione, ben avviata. Una visione del mondo, una scelta. Non si tratta di opporre i piccoli vantaggi delle donne alle piccole conquiste degli uomini, ma di far saltare tutto.
E con questo, ciao ragazze, fate buon viaggio…”


CONSIGLIATI:
King Kong Theorie

Monologo di Joker tratto da “The Killing Joke”

Avete già visto il film?
No? Cosa aspettate 🙂

Joker : Ahhhh….allora hai ricevuto il mio invito, mi fa piacere, avevo tanta voglia di averti qui!
Vedi, non m’importa se mi catturi e mi riporti in manicomio, Gordon è diventato PAZZO e io ho dimostrato quel che volevo dimostrare.
Ho dimostrato che non c’è differenza fra me e gli altri, basta un brutto giorno per ridurre l’uomo più equilibrato alla pazzia! Ecco quanto son lontano io dal mondo normale…solo 1 giorno…

Anche tu hai avuto un brutto giorno una volta, vero? Te lo leggo negli occhi.
E’ bastato un brutto giorno per cambiare la tua vita, altrimenti perché ti vestiresti come un sorcio volante…ahahahahah!!!!

Hai avuto un brutto giorno e ti ha fatto impazzire come sarebbe successo a chiunque altro, solo che non vuoi ammetterlo, devi continuare a far finta che la tua vita abbia un senso, che c’è una qualche buona ragione per tutto questo lottare….

Dio mi fai venire il vomito!!!

Dico: cosa è stato per te, cos’è che ti spinge ad essere quel che sei.
Una donna uccisa dalla mala?
Un fratello massacrato da un rapinatore?
Qualcosa del genere scommetto, qualcosa del genere…
Qualcosa come quella che è successa a me.
Io…io…io…non sono sicuro di cosa è stato. A volte me la ricordo in un modo a volte in un altro. Se proprio devo avere un passato preferisco avere una scelta multipla ahahahah!!!

Comunque, quello che voglio dire è che io sono diventato matto quando ho visto che razza di oscura, orrenda barzelletta era il mondo, sono diventato matto come una campana, lo ammetto io!
Perche tu no?

Voglio dire non sei poi così stupido, devi vedere la realtà della tua situazione.
Hai idea di quante volte abbiamo sfiorato la terza guerra mondiale per uno stormo di anatre sullo schermo di un computer?
Lo sai cos’è che ha fatto scoppiare l’ultima guerra? Una lite su quanti pali telegrafici la Germania doveva come debito di guerra!
Pali telegrafici ahahahhahahah!!!

E’ tutta una barzelletta, qualsiasi valore per cui uno possa combattere è tutta una mostruosa gigantesca gag….perchè non vuoi vederne il lato buffo…perchè non ridi?


CONSIGLIATI:

The killing Joke. Batman
Batman the Killing Joke: The Deluxe Edition
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Batman Deluxe: The Killing Joke

La corda seria, la civile e la pazza! Monologo di Ciampa tratto da “Il Berretto a sonagli”

Ciampa: Non è questo, signora mia. Vuol che gliela spieghi io, la cosa com’è? Lo strumento è scordato.

Beatrice: Lo strumento? Che strumento?

Ciampa: La corda civile, signora. Deve sapere che abbiamo tutti come tre corde d’orologio in testa:

(Con la mano destra chiusa come se tenesse tra l’indice e il pollice una chiavetta, fa l’atto di dare una mandata prima sulla tempia destra, poi in mezzo alla fronte, poi sulla tempia sinistra)

la seria, la civile, la pazza.

Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile; per cui sta qua, in mezzo alla fronte. – Ci mangeremmo tutti, signora mia, l’un l’altro, come tanti cani arrabbiati. – Non si può. – Io mi mangerei – per modo d’esempio – il signor Fifì. – Non si può.

E che faccio allora? Do una giratina così alla corda civile e gli vado innanzi con cera sorridente, la mano protesa: – «Oh quanto m’è grato vedervi, caro il mio signor Fifì!». Capisce, signora? Ma può venire il momento che le acque s’intorbidano. E allora… allora io cerco, prima, di girare quala corda seria, per chiarire, rimettere le cose a posto, dare le mie ragioni, dire quattro e quattr’otto, senza tante storie, quello che devo.

Che se poi non mi riesce in nessun modo, sferro, signora, la corda pazza, perdo la vista degli occhi e non so più quello che faccio!


CONSIGLIATI: 
Il berretto a sonagli. Con espansione online (annotato)

Monologo femminile: Elizabeth Gilbert : “Penso alla donna che sono diventata”

Oggi vi propongo di nuovo un’altra citazione tratta da “Mangia Prega Ama” di Elizabeth Gilbert. Penso che abbiate capito che si tratta di un libro che mi piace molto e che non posso far altro che consigliarvi!

Il brano che state per leggere secondo me può trasformarsi in un bellissimo monologo 😉


Elizabeth Gilbert : “Penso alla donna che sono diventata, alla vita che sto vivendo, e a quanto ho sempre voluto essere questa persona e vivere questa vita, libera dall’obbligo di fingere di essere un’altra.

Penso a quello che ho sofferto, e mi chiedo se sono stata iointendo io felice ed equilibrata, che sonnecchia sul ponte peschereccio indonesiano, che ha attirato fin qua l’altra, più immatura, più confusa e più combattuta.

La più giovane era la ghianda con le sue potenziali qualità, la più vecchia era la quercia, che continuava a dire: “Si, cresci! Cambia! Evolviti! Vieni qui, dove io già esisto nella mia interezza e maturità. Ho bisogno che tu cresca fino a diventare me!” E forse era la donna realizzata di adesso che quattro anni fa aleggiava sopra la giovane ragazza sposata, singhiozzante sul pavimento del bagno, e le mormorava amorevolmente all’orecchio: “Torna a letto, Liz…”, sapendo che tutto sarebbe andato bene, che la vita ci avrebbe alla fine portate qui insieme.

Proprio qui, dove da sempre la aspettavo, nella pace e nella serenità, perché si unisse a me.”


Nel caso in cui non abbiate voglia di leggere il libro vi ricordo che c’è anche il film nella quale la protagonista è interpretata da una meravigliosa Julia Robert!

 

Daria Bignardi al Carignano in occasione di Torino Spiritualità

Daria Bignardi mi è sempre piaciuta.
Di sicuro non avrei mai sospettato che fosse una donna con problemi d’ansia.
La verità messa in scena tocca sempre gli angoli più bui e profondi dell’animo.

Dopo la prima canzone del gruppo di accompagnamento avevo già gli occhi lucidi.
Iniziano a susseguirsi le letture: dalla “Coscienza di Zeno” al “Seminario sulla gioventù” di Busi.

“Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, di essercela tanto presa per così poco, e anch’io ho creduto fatale quando si è poi rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi, non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato” – Busi

Che resta?
Una nuova canzone, stavolta tiepida scende la prima lacrima.

Uno spettacolo dove si accavallano video, immagini, “presentimenti”.
Tra cultura e realtà. Vita e finzione. Inquietudine e presenze.

Brava lei. Spontanee e vere le sue scelte.
Apparentemente così dura e decisa, mentre il titolo del suo libro è “La Coscienza dell’ansia”.

Sapendo cosa significa forse mi ha toccato maggiormente.
Mi ha fatto riflettere.

Perché l’ansia è la peggior e miglior cosa che si possa avere o ereditare.

Uno strumento, un’arma, una corazza.
Un ago infilzato in aree irraggiungibili.

“Chissà se l’amo? È un dubbio che m’accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l’amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore.” – Italo Svevo

Ipocondria, dubbi, propositi che rimarranno tali.

Incoerenza.
Non è facile stare dietro ad un ansioso, me se te ne innamori è la fine perché capisci cosa c’è dietro: un mondo così complesso e tortuoso che immediatamente ne rimani intrappolato.

Completo nero. Giacca e pantalone. Capelli tirati all’indietro e il suo Daimon che aleggiava prepotente sul palco del Carignano.

“Avevo un contratto a tempo indeterminato, l’ho lasciato per scrivere e prendere la mia strada. Non ho mai più avuto un contratto a tempo indeterminato, ma è andata bene così

Ansia e coraggio vanno a braccetto. Perché per convivere con la propria innata inquietudine serve coraggio. Coraggio e incoscienza.
Basta ascoltare il proprio Daimon e percorrere la strata alla quale siamo destinati.
Ad occhi chiusi, avvolta nel brivido, ascoltavo l’ultima canzone.

BRAVI.
TUTTI.

 

 


CONSIGLIATI:

La coscienza di Zeno

Seminario sulla gioventù

Prenditi tempo di Pablo Neruda

Prenditi tempo

Prenditi tempo per pensare,
perché questa è la vera forza dell’uomo.

Prenditi tempo per leggere,
perché questa è la vera base della saggezza.

Prenditi tempo per pregare,
perché questo è il maggior potere sulla terra.

Prenditi tempo per ridere,
perché il riso è la musica dell’anima.

Prenditi tempo per perdonare,
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti.

Prenditi tempo per amare ed essere amato,
è il previlegio dato da Dio.

Prenditi tempo per essere amabile,
questo è il cammino della felicità.

Prenditi tempo per vivere!

 

Mi manchi: avrei voluto dirti tante cose

Avrei voluto dirti tante cose, ma alla fine non sono riuscita a dirti nulla
e ora è troppo tardi.

Mi manchi, un macigno sul cuore ad ogni ricordo,
una lacrima strozzata in gola.
L’amicizia più bella che abbia mai avuto.
Le risate, le stelle quella stramaledetta umidità.

Mi manchi, un sospiro malinconico ad ogni pensiero,
poter tornare indietro
poter cambiare quello che è stato

non si può
non più.

Mi manchi e mi mancherai sempre,
quella macchia d’olio che non va più via
sbiadita, isolata, smarrita.

Avrei voluto dirti tante di quelle cose che non puoi immaginare.
Neanche la possibilità di…

Mi manchi,
posso solo aggrapparmi al tuo ricordo,
un ricciolo ribelle che ti scende sulla spalla
una canzone, un sospiro, una cicca spenta contro il muro

ribelli
fino alla fine.

Avrei voluto dirti almeno addio
guardandoti negli occhi
stringendoti forte.

Mi manchi.

Monologo di Maggie tratto da “La gatta sul tetto che scotta” di Tennesse Williams

MAGGIE: Ma tu senti, come urlano!… Ma dove avranno le corde vocali quei mostriciattoli senza collo? Stasera a tavola ero talmente fuori della grazia di Dio, guarda, stavo per urlare! Un urlo da sentire da qui all’Ohio! Ho detto alla tua deliziosa cognata: « Perché non li fai mangiare in cucina, su una tavola cerata, i tuoi adorabili figlioletti? Non vedi che sporcano tutto?» Avessi visto la divinità offesa! « Come? – mi fa, – il giorno del compleanno di papa? Non me lo perdonerebbe mai!».

Figurati, papa appena s’è seduto a tavola con tutti quei senza collo che s’ingozzavano e sbrodolavano, ha messo giù la forchetta e ha detto: « Santo Dio, Gooper, mandali in cucina, questi porci, mettili a un truogolo!» Io morivo, guarda…. Cinque, ne hanno, hai capito? E il sesto è in viaggio. Se li sono portati dietro in massa, pure i gemelli nella carrozzina, come una mandria da vendere alla fiera. Non stanno fermi un minuto.

« Tesoro, fa’ vedere al nonno come sei bravo. Mostra le fossette. Di’ la poesia. Fa’ le capriole. E fa’ questo e fa’ quello». Una continuazione. Il tutto naturalmente, condito da allusioni velenose a noi due: esseri senza figli, sterili, inutili e da mandare al macero. Divertente, eh? Se non fosse disgustoso.

È talmente chiaro dove vogliono arrivare… Vogliono soffiarti la parte d’eredità che ti spetta, ormai che tutti sanno che tuo padre ha il cancro. È arrivata l’analisi, oggi. L’ho appena vista. E non ti dirò che m’abbia sorpresa. Da questa primavera, quando sia mo arrivati, avevo riconosciuto i sintomi. E figurati se non hanno mangiato la foglia il fratello e la cognata. Per questo hanno rinunciato alle fresche arie dei monti, quest’anno, e se ne sono venuti qui al caldo a fare i bagni di fiume, loro e tutte le scimmie!

Dico che hai ancora una grossa carta da giocare. Tuo padre ti adora, e non può soffrire tuo fratello e tua cognata. Basta vedere che faccia fa alle dissertazioni dell’incubatrice, quando lei si vanta di aver rifiutato l’anestesia alla nascita dei due gemelli, perché la maternità è un avvenimento che una donna deve vivere in tutta la sua pienezza per assaporarne tutta la prodigiosa bellezza, per cui si è trascinata dietro anche il marito nella sala parto. Ad assaporarsi anche lui tutta questa prodigiosa bellezza, della venuta al mondo dei mostri senza collo!

Papa, sulla cara coppia, la pensa come me! Io – io lo diverto, lo faccio ridere, gli piaccio.


Tennessee Williams One-Act Plays